Esteri

I 14 punti di Poroshenko per superare la crisi

Prevede un corridoio per i mercenari russi che vogliono lasciare il Paese, disarmo delle milizie ribelli, decentramento dei poteri e norme per la protezione della lingua russa

Quattordici punti per superare la crisi. Il presidente ucraino, Petro Poroshenko, ha presentato il piano di pace per la soluzione dello scontro politico-militare in corso nell'est del Paese. Prevede un corridoio per i mercenari russi che vogliono lasciare il Paese, disarmo delle milizie ribelli, decentramento dei poteri e norme per la protezione della lingua russa. Le forze armate, intanto, hanno chiuso il confine con la Russia. Lo ha fatto sapere lo speaker del Parlamento di Kiev, Oleksandr Turchynov. "Il ministero della Difesa informa che le nostre forze armate hanno raggiunto il villaggio di Izvaryne, nella regione di Luhansk, e ciò ha quindi completato l'operazione di chiusura del confine", ha dichiarato, all'apertura di una sessione parlamentare oggi. Nella notte Poroshenko ha telefonato all'omologo russo Vladimir Putin, con cui ha discusso del piano di pace e della situazione nell'est del Paese. Il presidente ucraino ha sottolineato posizioni chiave e una cornice per l'applicazione del piano di pace nell'est dello Stato. Ha sottolineato il bisogno di rilasciare gli ostaggi e stabilire un effettivo regime di controllo sul confine russo-ucraino. Ha inoltre detto di sperare che il cessate il fuoco si attuerebbe con il sostegno del piano di pace. Il presidente della Russia a sua volta ha espresso sostegno per gli sforzi per disinnescare la situazione nelle regioni di Donetsk e Luhansk, il cessate il fuoco e applicare il piano di pace del presidente ucraino. Russia. La Russia sta rafforzando la protezione dei suoi confini con l'Ucraina, ma ha escluso qualsiasi concentrazione di truppe nell'area. "Siamo sorpresi dalle dichiarazioni circa una presunta concentrazione di truppe russe al confine", ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, secondo cui le misure prese vogliono solo "rafforzare la protezione delle frontiere della Federazione russa, su ordine diretto del presidente Putin". A denunciare un aumento delle unità militari era stata la nato. Tali disposizioni, ha precisato Peskov, sono state annunciate già "qualche settimana fa" e "allora avevano ricevuto una risposta positiva da parte dei leader europei". Il rafforzamento dei controlli è stato deciso, a suo dire, in risposta ai "crescenti casi di sconfinamento, anche con mezzi militari" compiuti dalla parte ucraina. "Per quanto riguarda il numero di forze armate, -ha concluso Peskov- questo è determinato sulla base delle esigenze per garantire un adeguato livello di sicurezza al confine", ha concluso.

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