Esteri

Turchia, nell'anniversario di Gezi Park riesplode la protesta a Piazza Taksim

Scontri tra manifestanti e forze dell'ordine. Fermi e feriti. Erdogan aveva avvertito: la polizia arresterà chiunque decida di scendere in piazza

Blindati, camion dotati di idranti, elicotteri in volo e 25mila agenti schierati. L'area di piazza Taksim, a Istanbul, era stata blindata. Gezi Park è stato chiuso stamattina alle 10.50. "Se scenderete in piazza'", aveva detto qualche ora prima degli scontri Recep Tayyp Erdogan, "le forze di sicurezza hanno ricevuto istruzione di stroncare le manifestazioni e faranno ciò che devono dalla A alla Z". Arringando una folla di sostenitori, il premier si rivolgeva a coloro che volevano ricordare le proteste di un anno fa. Il governo turco aveva infatti vietato qualsiasi manifestazione a piazza Taksim per oggi, nel ricordo delle rivolte che trascinarono migliaia di persone contro le ruspe che si apprestavano a distruggere il vicino parco Gezi. Il gruppo "Taksim Solidarity Platform", che aveva lanciato le manifestazioni dell'anno scorso contro il taglio degli alberi, aveva indetto per oggi cortei nella zona di piazza Taksim, epicentro delle rivolte. Prima ancora del corteo e degli scontri, sono stati effettuati 32 fermi. Un corrispondente della Cnn, Ian Watson, è stato anche fermato nel corso di una diretta tv. Ha spiegato che la polizia lo ha costretto a inginocchiarsi e che un agente si è poi scusato. I turni dei poliziotti sono stati estesi a 12 ore. Un deputato del partito Chp, Mahmut Tanal parla di 14 persone ancora sotto custodia della polizia, ma non è chiaro se i 14 siano compresi nel precedente bilancio dei 32. Il 31 maggio dello scorso anno, dopo un violento intervento della polizia per disperdere il sit-in con lacrimogeni e cannoni ad acqua, le proteste si trasformarono in cortei contro il governo e si estesero a diverse città del Paese, tra cui Ankara e Smirne. Nella dura repressione della polizia rimasero uccisi almeno 12 manifestanti e i feriti furono circa 8mila secondo i gruppi per i diritti umani. Molti rimasero feriti perché colpiti dai lacrimogeni lanciati a velocità a distanza ravvicinata. Ai cortei, che si tennero da maggio a settembre, stando alle stime della polizia parteciparono circa tre milioni di persone. Il governo di Erdogan traballò per un anno intero, finché le elezioni amministrative non gli hanno fornito una sostanziale conferma elettorale. I manifestanti, nonostante il monito di Erdogan, hanno deciso di tornare in piazza oggi. E in piazza sono tornati anche i lacrimogeni.  La polizia turca ha disperso la manifestazione con circa un migliaio di persone usando i gas. Altri scontri si sono avuti ad Ankara.

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