Esteri

Cameron apre a Farage dopo il boom alle elezioni locali

Perde consensi in Olanda il partito euroscettico di Geert Wilders secondo gli exit pol

Avanza nel Regno Unito l'Ukip di Nigel Farage, che nelle elezioni locali ruba seggi a conservatori e liberali. Anche il primo ministro, David Cameron, apre agli euroscettici a poche ore dalle elezioni di domenica. Con un terzo dei voti conteggiati, con cento dei 172 consigli municipali ancora da dichiarare, i conservatori hanno perso 93 seggi nelle assemblee locali, i laburisti ne hanno ottenuti 74, i liberal democratici ne hanno persi 72, l'Ukip ne ha ottenuti 84, i Verdi uno, riporta il Daily Telegraph. Farage ha esultato, annunciando che il suo partito sarà una "presenza importante" nelle prossime elezioni generali del 2015 e pronosticando che il risultato dell'Uk Indipendence Party alle europee potrebbe essere ancora migliore. Diversa la tendenza a Londra, dove l'Ukip non è forte e i laburisti hanno guadagnato terreno. "Ci sono zone del Paese dove ora abbiamo effetto sul governo locale", ha detto ancora Farage, mentre un altro leader del partito, Steve Crowther, ha dichiarato che il successo registrato non è un fuoco di paglia. Secondo le stime, l'affluenza al voto è stata del 36%.  Intervistato da Sky News, il titolare di Downing Street ha escluso la possibilità di un patto a livello nazionale con l'Ukip, ma ha aggiunto che nelle giunte locali "spetta ai consiglieri decidere". "I nostri Comuni (quelli che amministreremo, ndr) chiaramente prenderanno le decisioni su come offrire ai cittadini migliori servizi a un basso costo, e questa è la giusta direzione", ha sottolineato Cameron. I risultati definitivi delle amministrative in Inghilterra e Irlanda del Nord dovrebbero confermare la grande avanzata del partito euroscettico che a metà scrutinio era già arrivato a 119 consiglieri, pur non conquistando la guida di alcun comune. Il risultato del Labour all'opposizione è definito dagli analisti "modesto" anche se sarebbe il primo partito con già 1.094 consiglieri (173 in piu' del 2009) e 57 comuni conquistati. Il Partito conservatore sarebbe in calo e avrebbe perso otto comuni e un centinaio di consiglieri. Olanda. Delusione per la destra xenofoba dell'olandese Geert Wilders: secondo gli exit poll, il suo Partito per la Libertà (Pvv) ha ottenuto solo il quarto posto con il 12,2%, dietro i principali partiti, tutti europeisti. Per mesi dato in testa ai sondaggi, Wilders arranca dietro i cristiano-democratici del Cda e i progressisti di "Democratici 66", entrambi sopra il 15%, ma anche dietro il Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia (Vvd) del premier Mark Rutte (12,3%). Se questi dati fossero confermati, Wilders perderebbe due seggi a Strasburgo, passando a 3 deputati dai 5 conquistati nel 2009 quando ottenne il 17%. Il leader xenofobo, noto per le sue posizioni contro immigrati e musulmani, ha dato la colpa alla bassissima affluenza, appena il 35%, per il risultato molto al di sotto delle aspettative. "Stando a casa, gli elettori hanno mostrato disgusto e disinteresse per l'Unione europea: i Paesi Bassi non sono più filo-europeisti", ha spiegato. Ma per alcuni analisti politici, Wilders è rimasto vittima della sua stessa campagna elettorale: è difficile portare i cittadini a votare per qualcosa in cui li si esorta a non credere. "Quando costantemente ripeti ai tuoi sostenitori che l'Ue è inutile, non dovresti stupirti che non vadano a votare", ha sostenuto Bert van den Braak, ricercatore politico alla Leiden University. "Contro tutte le aspettative, il Pvv è il grande sconfitto delle elezioni europee", ha titolato il quotidiano olandese Financieele Dagblad, seguito dal Trouw, che parla di come "Geert Wilders abbia fallito nel trasformare queste elezioni in un referendum sull'Europa".

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