Il tabloid scandalistico Bild ha sferrato un attacco frontale nei confronti dell’ex segretario di Stato vaticano ma le smentite sono state altrettanto secche e decise. L’insinuazione del giornale tedesco, che cita fonti non ufficiali vaticane, era pesante: nei confronti del cardinale Tarcisio Bertone sarebbe stata aperta un’inchiesta per malversazione in seguito a una segnalazione da parte dell’Aif, l’Autorità di informazione finanziaria. Già lunedì, in occasione della presentazione del Rapporto annuale, il direttore dell’Aif, lo svizzero Renè Brulhart, non aveva voluto né confermare né smentire «indagini a carico di Bertone: non dirò nulla su casi specifici o personali». L’articolo della Bild, firmato da Nicolaus Harbusch, sostiene che lo Ior, su pressione dell’allora segretario di Stato, ha erogato un prestito alla casa di produzione cinematografica Lux Vide, fondata nel 1992 dall’ex direttore generale della Rai Ettore Bernabei, sotto forma di obbligazioni convertibili, nonostante il parere contrario della banca vaticana. Le azioni sarebbero state poi cedute alla fine del 2013 a una fondazione con una perdita stimata in 15 milioni di euro. Il cardinale Bertone ha subito smentito le accuse: «La convenzione dello Ior con la società Lux Vide è stata discussa e approvata dalla Commissione cardinalizia di vigilanza e dal Consiglio di sovrintendenza nella riunione del 4 dicembre 2013, come dimostra il verbale relativo - ha dichiarato - Non c’è alcuna rilevanza penale, nessun problema con questa operazione, effettuata con tutta regolarità. C’è molta invenzione da parte della stampa, io sono più citato di altri cardinali. Non riesco a capire il perché di questi attacchi. Sono in sintonia con il Papa, mi sento tranquillo» ha concluso il porporato. Il riferimento è anche alla presunta contrapposizione tra Bertone e Francesco. Nei giorni scorsi, infatti, il cardinale, mai molto amato (né in Curia né al di fuori del Vaticano) era finito ancora una volta al centro delle polemiche per il lussuoso attico da 600 metri quadri con terrazzo di altri 100 che si sta facendo ristrutturare a due passi dalla Domus S. Marta dove abita il Pontefice. Alcuni organi di stampa avevano stigmatizzato il suo stile in confronto a quello del Papa e avevano interpretato come un attacco a Francesco la lettera indirizzata alle ex diocesi di Genova e Vercelli con cui il cardinale spiegava le sue ragioni parlando di «presunte ristrettezze del Pontefice». Nel pomeriggio è arrivata anche la smentita ufficiale del portavoce vaticano padre Federico Lombardi: «Non vi è in corso alcuna indagine di carattere penale da parte della magistratura vaticana a carico del cardinale Tarcisio Bertone». Poche righe con le quali la S. Sede intende troncare ogni polemica. Anche il management della casa di produzione, guidata da due dei figli di Bernabei, Matilde (presidente) e Luca (amministratore delegato e direttore generale) al termine di una riunione ha diramato la posizione dell’azienda: «Nel rispetto del contratto di finanziamento abbiamo rimborsato un prestito obbligazionario con azioni Lux al valore stimato da una perizia di Deloitte. L'organismo che ha erogato il prestito ci ha poi comunicato che le azioni Lux sarebbero state trasferite ad una Fondazione di diritto vaticano». Luca e Matilde Bernabei ricordano che la Lux, società «controllata al 52% dalla famiglia Bernabei, ha chiuso il bilancio 2013 con ricavi totali pari a circa 41 milioni di euro e che la quota azionaria trasferita è pari a circa il 17% del capitale sociale».
Inchiesta sul cardinale «Bild» attacca Bertone
Avrebbe «distratto» 15 milioni dallo Ior
