Esteri

Ballano sulle note di "Happy" a Teheran. Sei ragazzi arrestati

Il video della performance postato su You Tube. L'agenzia di stampa Isna: "Tutti i colpevoli sono stati assicurati alla giustizia"

Anche ballare in Iran può costare caro. Lo sanno bene sei giovani iraniani colpevoli, secondo il regime teocratico iraniano, di aver postato su You Tube un video in cui ballano sulle note di "Happy” di Pharrell Williams. Sono tre uomini e tre donne, senza velo, che danzano e ballano per le strade di Teheran e sui tetti. Un gesto di sfida estremo. Che gli è costato caro. Dopo la pubblicazione la polizia ha deciso di calcare la mano. Anche solo per riguadagnare la faccia. Per questo motivo tutti quelli che sono coinvolti nella produzione del video saranno perseguiti. Così almeno ha promesso il capo della polizia persiana, Hossein Sajedinia. Dopo un certosino lavoro di identificazione, indagini e analisi, coordinandosi con la magistratura, tutti i sospetti sono stati identificati e arrestati. L’agenzia stampa di regime, la ISNA ha assicurato che tutti i “colpevoli sono stati assicurati alla giustizia, avendo confessato i loro atti criminali”. È un refrain sentito da parecchio tempo la giaculatoria che i conservatori iraniani continuano a intonare contro la gioventù che si starebbe allontanando dai valori dell’Islam puro. Islam purificato che guiderebbe, anzi regnerebbe, in Iran dai tempi della rivoluzione teocratica del 1979. Sotto la legge islamica, la Shari’a, i giovani e le donne devono sottostare a delle restrizioni a dir poco discutibili, che sono puntualmente eluse con dei trucchetti semplicemente infantili. Ad esempio, è vietato il contatto tra i due sessi. I ragazzi per poter flirtare tra di loro, bypassando il divieto morale, e senza finire nelle mani degli esagitati guardiani della rivoluzione, sanno come evitare il divieto: basta salire su un taxy in gruppo. Lì, a causa della mancanza di spazio, sono costretti a stare attaccati. Il problema dei diritti civili e sociali, delle donne in particolare, è tornato in auge dopo l’avvento alla presidenza di Hassan Rohani, lo scorso giugno, ma molta strada sembra ancora da percorrere se per un video si rischia ancora la galera.     IL VIDEO INCRIMINATO

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