I Mondiali sono alle porte. L’Italia scalda i motori. La nazionale scalda i muscoli. I tifosi scaldano la gola. Ma in Brasile c’è chi si preoccupa anche di altro. Le autorità per la salute pubblica sono in stato d’allerta per una serie di coincidenze che stanno destando l’allarme delle organizzazioni sanitarie brasiliane. Il Brasile è soggetto a una delle più devastanti forme epidemiche di febbre “dengue” con un milione e quattrocento mila casi l’anno scorso. Nonostante ciò il Paese sta per ospitare milioni di turisti. Il timore principale è che il virus possa entrare nei Paesi d’origine dei turisti, utilizzando il tifoso come veicolo. Tra l'altro le partite, come ovvio, non saranno concentrate solo in una città. Aumentando così il rischio che la malattia si allarghi e si diffonda. Un team di esperti internazionali, spagnoli, brasiliani e inglesi ha analizzato i dati meteorologici degli ultimi tredici anni per capire quali siano le condizioni standard perché la malattia si diffonda. Gli studi, resi pubblici sulla rivista “Lancet Infectious Diseases” hanno dimostrato che il focolaio peggiore potrebbe riscontrarsi nella zona di Natal, Fortaleza e Recife, che sono tutte nella parte nord occidentale del Brasile. Rio de Janeiero e altre città, come Horizonte e Manaus sono considerate invece a medio rischio infettivo. La febbre dengue, come è scritto nel sito dell’Istituto superiore di Sanità, è di origine virale. È una malattia provocata da quattro virus molto simili e viene trasmessa agli esseri umani dalle punture di zanzare che hanno, a loro volta, punto una persona infetta. Non si ha contagio diretto tra esseri umani, anche se l’uomo è il principale ospite del virus che circola nel sangue della persona infetta per 2-7 giorni, e in questo periodo la zanzara può prelevarlo e trasmetterlo ad altri. La febbre è accompagnata da mal di testa acuti, dolori attorno e dietro agli occhi, forti dolori muscolari e alle articolazioni, nausea e vomito, irritazioni della pelle che possono apparire sulla maggior parte del corpo dopo 3-4 giorni. Ovviamente, nulla è sicuro. E tutto dipende dalle condizioni meteorologiche. Ma sembra che tutto, troppo, sia lasciato al caso. Non si leggono avvisi per i turisti in partenza da parte di nessuna autorità governativa, tantomeno consigli preventivi. Se è vero che l’epidemia «è una malattia a tendenza sociale e assolutamente sgombra da pregiudizi» come scriveva Ambrose Bierce, nel “Dizionario del diavolo”, sarebbe meglio evitare al paese questa livella democratica.
Sui Mondiali incombe il rischio febbre "dengue"
Secondo la rivista "Lancet Infectious Diseases" il focolaio peggiore potrebbe riscontrarsi nella zona nord occidentale del Paese. E i tifosi potrebbero riportare il virus a casa
