Ancora un mese di attesa. Senza alcuna certezza della soluzione. Anche se quella che arriva da New Delhi e, per metà, una buona notizia. La Corte suprema indiana ha infatti accolto il ricorso dei due marò contro l'utilizzo della polizia Nia antiterrorismo come accusa nel processo. A questo punto, però, ha sospeso il procedimento a loro carico presso il tribunale speciale e ha fissato la prossima udienza tra quattro settimane. La speranza è che quello possa essere il momento decisivo per arrivare alla conclusione della vicenda. Anche perché l'udienza arriverà dopo che l'India avrà celebrato le tanto attese elezioni che hanno avuto un peso determinante nella vicenda dei due fucilieri di Marina italiani. Ieri il premier Matteo Renzi ha assicurato di aver parlato della vicenda con il presidente americano Barack Obama (che però non ha fatto alcun cenno ai marò). Nel frattempo l'invisto speciale del governo Staffan De Mistura, ai microfoni di SkyTg24, commenta: "Il processo è sospeso. Attendiamo dettagli". La posizione del governo. La notizia della sospensione è stata commentata da Palazzo Chigi con una nota ufficiale: "La nostra posizione resta immutata nel rivendicare con forza la giurisdizione italiana sulla vicenda e nel chiedere l'immediato ritorno dei nostri militari in Italia. Il Governo continuerà a svolgere tutte le azioni internazionali utili a raggiungere quanto prima entrambi gli obiettivi".
Sospeso per un mese il processo ai marò. Il governo: "Tornino immediatamente in Italia"
La Corte Suprema ha accolto il ricorso presentato contro l'utilizzo della polizia Nia antiterrorismo
