Esteri

Putin annette la Crimea Usa: pace è in pericolo

Rasmussen: l’annessione è illegale e illegittima. Un soldato di Kiev ucciso a Simferopoli

Il dado è tratto. Entro un mese la Crimea sarà territorio russo. Vladimir Putin ha dato ufficialmente il via libera all'annessione della penisola da parte di Mosca, con un discorso al Cremlino 48 ore dopo il referendum secessionista. Nella sala di San Giorgio, davanti alle Camere riunite del Parlamento, ai governatori regionali e ai leader della Crimea, Putin ha ribadito «che la Crimea è parte della Russia e lo sarà sempre» precisando di non volere ulteriori divisioni dell'Ucraina ma ha avvertito che Usa e Ue, con la loro politica di contenimento verso Mosca, hanno «passato il segno». È il classico clima da Guerra Fredda, un deja-vu dai risvolti minacciosi. L’aria che si respira non lascia spazio ad alcun dialogo per la soluzione della crisi con l’Occidente. Che da parte sua si sta attrezzando per rincarare la dose di sanzioni contro la Russia come ha ribadito il vice presidente Usa Joe Biden, in missione in Europa. I passi della Russia per «annettere formalmente la regione ucraina della Crimea» sono «una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali» ha detto il portavoce della Casa Bianca Jay Carney, a Washington. Biden ha annunciato che gli Usa stanno valutando la rotazione delle proprie truppe nella regione baltica, per esercitazioni navali e di terra e addestramenti, allo scopo di assicurare la protezione degli alleati Nato da aggressioni russe. Biden ha detto che la rotazione delle forze Usa fa parte dei diversi passi che gli Usa stanno valutando per rafforzare la Nato. Momento-clou di ieri la telefonata di Obama alla cancelliera tedesca Angela Merkel con l’intento di «continuare a coordinare la risposta alla situazione in Ucraina». Il Segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, condanna la Russia per le scelte di annessione della Crimea, sottolineando che Mosca si è messa su "un sentiero pericoloso". Per Rasmussen l'annessione della Crimea alla Russia è «illegale e illegittima» e questa scelta «non verrà riconosciuta dalla Nato e dai suoi alleati». Kiev si rifiuta di riconoscere l'annessione della Crimea alla Russia perché «non ha nulla a che vedere con la democrazia, il diritto e il buon senso». Con la Crimea il presidente russo Vladimir Putin «sta agendo come la Germania nazista» ha affermato il presidente ucraino, Oleksandr Turchynov. «La Seconda Guerra mondiale iniziò con l'annessione della Germania nazista di territori di altri Paesi e oggi Putin sta seguendo l'esempio dei fascisti del XX Secolo». La situazione sembra precipitare. Il ministero della difesa a Kiev ha fatto sapere che un militare dell'esercito ucraino, ieri, è stato ucciso nell'attacco di militari (arrivati su un camion con una bandiera russa) a una base militare di Simferopoli in Crimea. Nell’attacco è stato ferito anche un capitano. I testimoni in loco hanno raccontato che gli aggressori erano «completamente equipaggiati e avevano il volto coperto». Tutti i soldati ucraini della base militare di Simferopoli sarebbero stati arrestati dopo la confisca di armi, denaro e documenti. Questo significa, secondo Kiev, che «il conflitto è passato dal livello politico a quello militare». Il premier ucrainoYatseniuk ha annunciato di aver chiesto al suo ministro della Difesa di convocare una riunione con gli omologhi di Gran Bretagna, Francia e Russia. L’Europa persegue la via diplomatica. Il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, volerà oggi a Mosca nel tentativo di trovare una mediazione alla crisi in Ucraina per incontrare Vladimir Putin. Il presidente ha dalla sua parte la maggioranza del popolo russo. Decine di migliaia di persone si sono ritrovate ieri sera a Mosca sulla Piazza rossa in una manifestazione intitolata «siamo insieme» per festeggiare la «riunificazione» con la Crimea e Sebastopoli. La polizia ha assicurato che c’erano 120mila persone. Intanto il presidente della Moldavia, Nicolae Timofti ha lanciato l’allarme che i separatisti della Transinistria (dove stazionano 1500 militari russi)possano chiedere a Mosca di riconoscere la loro regione.

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