Esteri

Cantona arrestato per aggressione

"The King" ne combina un'altra. La notizia della rissa in cui è stato coinvolto a Londra ricorda quella mossa di kung-fu che gli costò 8 mesi di squalifica dal Manchester United

Questione di carattere. La rabbia e l'agonismo estremo fanno parte del calcio e quando si pensa al consueto detto "genio e sregolatezza" non si può non pensare a Eric Cantona. "The King", il francese più amato dagli inglesi che 17 anni fa (a soli 30 anni) ha appeso gli scarpini al chiodo, ne combina un'altra. E' stato arrestato e poi rilasciato su cauzione con l'accusa di aggressione. L'ex stella del Manchester United sarebbe stato protagonista ieri di una rissa all'ora di pranzo a Primrose Hill, nella parte nord di Regent's Park a Londra. L'uomo aggredito non avrebbe comunque avuto bisogno di assistenza medica e al momento non avrebbe ancora sporto denuncia. Cantona, 47 anni, nel 1995 è protagonista di un'altro famoso gesto di rabbia. Crystal Palace-Manchester United, in un giorno di gennaio, Eric scende in campo, come sempre, con la sua casacca numero 7 sulle spalle, con il suo colletto alzato. Scende in campo per vincere, come ogni settimana, con lo sguardo fiero, come ogni volta che indossa la maglia dei Red Devils. Non sa quel che sta per accadere, non tanto a lui, ma allo sventurato tifoso che penserà bene di insultarlo. Tutto accadde per colpa di Richard Shaw, difensore avversario che pensa di trattenerlo per la maglia, scatenando la sua ira. Eric non regge all’idea che qualcuno possa stropicciargli quella maglia tanto preziosa. Impazzisce letteralmente. E via, calci al suo avversario, ed in un attimo eccogli presentato anche il conto dal direttore di gara: cartellino rosso, l’ennesimo di una lunga carriera. Incredulo Eric si guarda intorno e abbassa il suo colletto. A quel punto gli arriva all'orecchio una frase indesiderata, un insulto dagli spalti, da Matthew Simmons. Non ci vede più dalla rabbia e vola con un clacio rotante stile kung-fu. Condannato inizialmente a due settimane di prigione, la pena gli viene ridotta in seguito a 120 ore di servizi sociali. Niente sconti però dalla Federcalcio inglese (otto mesi di squalifica e multa di 10 mila sterline), né dallo stesso United, che gli infligge altri 4 mesi di sospensione e un'altra ammenda da 20 mila sterline. La carriera di attore che ha seguito quella sportiva non lo ha calmato. I casi irascibilità nel calcio non mancano, ne ricordiamo alcuni in ordine sparso. 2010. Mario Balotelli si scaglia contro tutti. Durante Inter-Barcellona, match leggendario di Champions League vinto 3-1 dai nerazzurri, SuperMario si mette a litigare con i tifosi e si toglie la maglia gettandola a terra in segno di disprezzo. O quelle volte in cui Cassano perde la testa. Coppa Italia del 2002/2003, dopo essere stato espulso, fa le corna all'arbitro Rosetti. Il 16 dicembre 2007 invece, ammonito e squalificato per la successiva gara con la sua ex squadra, la Roma, si mette a piangere, si strappa la maglietta di dosso e uscendo dal campo si gesticola contro il direttore di gara, prima di riprendersi e segnare un gol. Sempre in blucerchiato, contro il Toro, il 2 marzo 2008, espulso per proteste si toglie la maglia e la lancia contro l'arbitro Pierpaoli: il raptus gli costa 5 giornate di squalifica. Potremmo andare avanti e ricordare il vice di Diego Pablo Simenone all'Atletico Madrid. Il suo è un avvertimento molto esplicito: "Ti stacco la testa". Queste le parole che German Mono Burgos rivolge a José Mourinho in occasione del derby vinto 2-0 dal Real.

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