Esteri

Il Parlamento della Crimea dichiara l'indipendenza. Yanucovych: “Tornerò, sono l'unico presidente"

La Ue inizia il programma di aiuti economici. L'ex presidente ucraino: le elezioni del 25 maggio sono illegittime

Nella sua prima uscita ufficiale dopo la deposizione che lo ha costretto alla fuga in Russia, l'ex presidente ucraino aveva spiegato senza mezzi termini che le elezioni del prossimo 25 maggio nel Paese sono del tutto illegittime. Per questo, aveva dichiarato, non prenderà parte alla competizione elettorale. Ma aveva assicurato il suo ritorno in Ucraina quando le condizioni di sicurezza per la sua persona glielo avrebbero permesso. E' ancora a Rostov, sul Don, Viktor Yanucovych. Come annunciato è tornato a parlare in diretta tv. E oggi ha ribadito, nella sostanza, quanto ha sempre sostenuto. “Sono il legittimo Presidente ucraino e il comandante in capo delle Forze Armate. Tornerò senza dubbio a Kiev, non appena le circostanze lo permetteranno”. Yanucovych ha ribadito che le elezioni presidenziali previste per il 25 maggio sono "assolutamente illegittime e illegali”. Mentre il suo Paese è “in mano a una banda di ultranazionalisti e neofascisti” che vogliono scatenare “una guerra civile”. Yanukovich ha constatato che “la Crimea si sta staccando dall'Ucraina”. Per il 16 marzo è previsto il referendum che dovrà decidere le sorti della penisola con popolazione a maggioranza russa. Ma oggi Il Consiglio Superiore (parlamento regionale) della Crimea ha dichiarato l'indipendenza dall'Ucraina ancora prima del referendum e ha rinnovato la sua aspirazione ad entrare nella Federazione Russa. La risoluzione, entrata in vigore subito dopo essere stata approvata, è passata con il si' di 78 dei 100 deputati del parlamento dell'autonoma regione ribelle. L'ambasciatore dell'Ucraina alle Nazioni Unite a Ginevra, Yurii Klymenko, ha definito "illegittima" la dichiarazione di indipendenza della Crimea perché l'autorità che l'ha deciso, il Consiglio Superiore , “è totalmente illegittimo”. Intanto l'Ucraina ha formalmente chiesto all'Osce l'estensione della missione di osservatori, che avrebbe dovuto rimanere nel paese solo fino a domenica per monitorare la situazione in Crimea, anche nelle regioni orientali e meridionali del paese. Fino a ora, precisa l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, 14 paesi hanno risposto positivamente alla richiesta di Kiev (fra questi l'Italia), ma “ci si aspetta che il numero delle adesioni crescerà nei prossimi giorni”. E mentre l'Unione europea inizia il programma di aiuti economici a Kiev, il ministro degli Esteri ucraino, Yevhen Perebyinis, rende noto che i soldati russi in Crimea sono arrivati a circa 19mila.

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