Esteri

Obama: "Isoleremo la Russia"

La flotta russa presente nel Mar Nero avrebbe intimato alle truppe ucraine in Crimea di arrendersi entro domani all'alba. Mosca smentisce ma la tensione resta altissima. Merkel: "Putin è fuori dalla realtà"

"La Russia è dal lato sbagliato della storia. Ha violato le norme internazionali e la sovranità territoriale dell'Ucraina": è l'accusa rivolta dal presidente americano, Barack Obama, nel corso di una conferenza stampa alla Casa Bianca con il premier isrealiano, Benjamin Netanyahu. Obama ha dichiarato di voler vedere i cittadini ucraini "determinare il loro destino" e ha avvertito che la Russia non può, restando impunita, schierare soldati sul terreno in Ucraina e violare principi riconosciuti in tutto il mondo. Il presidente americano minaccia di "isolare" la Russia se dovesse portare avanti un intervento militare in Ucraina. Gli Stati Uniti stanno esaminando una serie di "iniziative economiche e diplomatiche" che isoleranno Mosca. Nuova accelerazione di Vladimir Putin. Che, come se ce ne fosse bisogno, rende vano qualsiasi tentativo di arrivare ad una soluzione diplomatica della crisi russo-ucraina. Già stamattina da Mosca era arrivato un messaggio chiaro: "Non cederemo mai la Crimea". E oggi pomeriggio è arrivato l'ultimatum alle forze armate ucraine presenti nella penisola: arrendetevi entro l'alba di domani o vi troverete a fronteggia una "tempesta". La notizia, battuta dall'agenzia Interfax, è stata in realtà smentita dalla flotta russa del Mar Nero (a lanciare l'ultimatum sarebbe stato il comandante, Aleksandr Bitko) che ha precisato di non avere piani di attacco. Fonti della Difesa di Kiev, al contrario, lo confermano. E una cosa è chiara: la situazione resta tesissima mentre la crisi comincia ad allargarsi anche oltre i confini della Crimea. A Donetsk, nell'Ucraina orientale, dimostranti filo-russi hanno fatto irruzione nella sede del governo regionale e ne hanno occupato il primo piano. Intanto l'Occidente non riesce a definire una posizione univoca. Al punto che la riunione dei ministri degli Esteri dell'Ue convocata a Bruxelles ha prodotto un documento piuttosto vago in cui si parla di "future sanzioni mirate" da considerare "in assenza di una soluzione concordata". Certo, la condanna dell'atteggiamento russo, almeno ufficialmente, è univoca. Anche Angela Merkel, che ieri si era schierata sul fronte opposto agli Usa che chiedevano l'espulsione di Mosca dal G8, in una telefonata a Barack Obama avrebbe parlato di un Putin "fuori dalla realtà" (il retroscena della telefonata è stato pubblicato dal New York Times ndr). Ma non sembra esserci chiarezza sulle modalità dell'intervento. Anche se la titolare della Farnesina, Federica Mogherini, spiega che "con gli Stati Uniti e i partner europei le distanze sono minori di quanto sembrino. C'è la comune volontà di risolvere la crisi in modo costruttivo. Tutti sanno che non c'è soluzione militare quindi bisogna trovare un accordo diplomatico. La condivisione è totale sull'obiettivo di tenere aperto il canale diplomatico e il dialogo. Dovrei incontrare Lavrov mercoledì a Parigi. Sono in atto contatti continui sia con Lavrov sia con Putin".  Forse approfittando di questa debolezza lo zar insiste per la sua strada. Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov a Ginevra, dinanzi all'Onu, ha detto che le truppe rimarranno per tutelare "i diritti fondamentali e le libertà" dei "fratelli russi" residenti in Ucraina. Nel corso di una telefonata con il vicepresidente americano Joe Biden, il primo ministro russo Dmitry Medvedev ha difeso l'intervento delle forze di Mosca. Lo scontro finale sembra ormai ad un passo.

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