Esteri

Yanucovich: la responsabilità delle violenze è dei manifestanti

L'ex presidente ucraino parla alla stampa dalla Russia, dove è fuggito: "Non ho mai dato ordine di sparare. Lotterò ancora per il Paese ma non parteciperò alle elezioni. La Crimea non deve staccarsi"

Il presidente deposto non si considera tale. Dice di essere stato “costretto a lasciare il Paese dopo le minacce subite”. Parla in conferenza stampa Viktor Yanucovich, dopo il cambio di governo e di presidenza in Ucraina che lo ha visto fuggire in Russia al termine di circa tre mesi di agitazioni, scontri violenti e proteste, e che considera atti illegittimi, un colpo di Stato; così come illegittime considera le elezioni che si terranno il 25 maggio, alle quali fa sapere che non parteciperà. L'ex presidente ucraino a Rostov, sul Don, nella Russia meridionale, un migliaio di chilometri a sud di Mosca, incontra la stampa e prima di tutto dice che continuerà “a lottare per il futuro dell'Ucraina”, perché la crisi nel Paese è stata provocata da una politica occidentale “irresponsabile” che è stata “indulgente” verso i manifestanti: una minoranza di “giovani neo-fascisti” che porteranno “terrore e caos”. Dalla Russia, sotto l'ala protettiva di Putin che dice di aver sentito solo per telefono ma non ancora incontrato di persona, Yanucovich ha annunciato che tornerà in patria “quando le condizioni di sicurezza per me e la mia famiglia me lo consentiranno”. Sulla situazione in Crimea, dove i filo-russi hanno iniziato proteste contro la svolta di Kiev, l'ex presidente ucraino dice che si tratta di “una reazione naturale alla presa del potere a Kiev da parte di banditi”. E poi afferma che la repubblica autonoma non dovrà staccarsi dall'Ucraina. Ma mette in guardia anche la Russia dalle conseguenze che potrebbe avere un'azione militare in territorio ucraino. Yanucovich Ha assicurato che non intende chiedere aiuto militare a Mosca e ha definito inaccettabile qualsiasi azione di questo tipo. “Credo che ogni azione militare in questa situazione sia inaccettabile, qualsiasi. Non ho intenzione di chiedere un sostegno militare”. Poi passa al contrattacco. su Yulia Tymoshenko, Yanucovich ha detto di non aver mai mai nulla di personale contro di lei e ha sottolineato che l'incarcerazione dell'ex premier ucraino era dovuta al fatto che aveva firmato “un accordo con la Russia costato all'Ucraina più di 20 miliardi di dollari”. “Non so se parteciperà o meno alle elezioni, se avrà un futuro”, ha detto, ricordando le “buone condizioni” della sua detenzione. Ma soprattutto scarica ogni responsabilità per le violenze e le morti nelle proteste del Maidan: “Non ho mai dato l'ordine alla polizia di sparare sui manifestanti. La responsabilità delle violenze ricade sui dimostranti”. Anche se poi, in chiusura di conferenza, ha detto: “Chiedo scusa al popolo ucraino, a tutti quelli che hanno sofferto e soffrono”.

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