I nostri marò devono essere giudicati in Italia e non in India. È la linea del nuovo ministro della Difesa Roberta Pinotti che ieri è intervenuta in aula al Senato durante la discussione sull’approvazione del decreto che proroga le missioni internazionali. «Il nostro deve essere un messaggio con cui non minacciamo di fatto l'India - ha comunque avvertito il ministro – perché, se agli alleati che abbiamo nelle missioni diciamo che ci disimpegniamo, abbiamo il timore di poter far venire meno questo sostegno che noi stiamo ricercando, che vogliamo avere con sempre più forza e che in questo momento ci sembra fondamentale per mettere l'India davanti a quella che noi riteniamo la posizione che debba essere assolutamente assunta: quella, cioè di due militari impegnati in missioni internazionali che non possono essere assolutamente giudicati se non secondo le regole che hanno i militari». Poi, nell'esprimere il parere contrario ad alcuni emendamenti proposti da Forza Italia e Lega, che legano ad un'eventuale condanna indiana il ritiro italiano dalle missioni internazionali, Pinotti ha precisato ancora il senso delle sue parole: «Noi riteniamo con forza che i nostri due fucilieri non debbano essere giudicati in India. Se però prevediamo in una legge che ciò possa accadere, il Parlamento italiano ammette una linea che oggi l'Italia sta sostenendo con forza essere sbagliata. Non si vuole non mettere forza in questa situazione, ma la forza deve essere utilizzata per trovare una soluzione e non per fare prove muscolari che non ci servono». Deluso dal no all’emendamento che legava l’approvazione del decreto alla liberazione dei nostri militari il senatore di FI Augusto Minzolini. «Dopo due anni – ha commentato – si va avanti con comportamenti più attenti alle logiche degli azzeccagarbugli di New Delhi (condizionati dalle elezioni indiane), che non all'esigenze di un'iniziativa politica decisa e a tutto campo sia nei confronti del governo indiano, sia delle organizzazioni internazionali di cui facciamo parte (Ue, Nato, ONU) da cui esigiamo solidarietà». Il ministro della Difesa ha poi informato i parlamentari che nel corso della riunione interministeriale della Nato ha parlato anche «dei nostri fucilieri di Marina». «Abbiamo affrontato questo tema – ha proseguito – con una attenzione molto alta e abbiamo avuto la solidarietà del Segretario generale Rasmussen, che è intervenuto dichiarandosi molto preoccupato rispetto a tale situazione». «Credo che l'attenzione internazionale – ha proseguito – vada mantenuta in ogni occasione estremamente elevata. Per noi, infatti, è uno strumento fondamentale, perché questo problema non può essere un problema solo dell'Italia; i nostri due fucilieri sono militari che erano in missione».
Pinotti avverte l’India: «Marò giudicati in Italia»
Il ministro della Difesa: «Solidarietà anche dalla Nato»
