Esteri

L'eco delle proteste ucraine scuote Teheran

Un articolo dal titolo "L'Ucraina e la democratizzazione in Iran", media e blog di area riformista celebrano l'entusiasmo di piazza Maidan

La crisi ucraina sbarca in Iran, rinfocolando le tensioni tra i riformisti all'opposizione e gli ultraconservatori, con i primi speranzosi che gli effetti della rivolta a Kiev possano risvegliare l'Onda Verde e i movimenti antigovernativi e i secondi impegnati a gettare acqua sul fuoco per impedire un remake delle proteste che nel 2009 portarono la Repubblica islamica a un passo dal crollo. Ad accendere lo scontro è stato un articolo dell'intellettuale Morteza Kazemian, intitolato "L'Ucraina e la democratizzazione in Iran", pubblicato di recente dal sito di opposizione "Rah-e sabz". Secondo la tesi sostenuta da Kazemian, "alla luce degli avvenimenti Ucraina, aumentano le possibilità di successo del movimento democratico iraniano". "La rivolta in Ucraina - ha sottolineato l'intellettuale, spesso critico nei confronti del governo - ha suscitato l'attenzione dei movimenti sociali iraniani, rivitalizzandoli". Sulla stessa lunghezza d'onda si sono espressi anche alcuni media e blogger iraniani di area riformista e laica, quindi ostili al sistema di governo degli ayatollah, che hanno celebrato con entusiasmo la rivolta in Ucraina, schierandosi apertamente contro Mosca e l'ex presidente Viktor Yanukovich. Le celebrazioni della protesta di piazza Maidan hanno fatto però suonare l'allarme negli ambienti ultraconservatori in cui è ancora vivo il ricordo dei milioni di manifestanti che quasi cinque anni fa contestarono - come mai accaduto prima - il sistema di governo della Repubblica islamica sulla scia della rielezione dell'ex presidente Mahmoud Ahmadinejad, invadendo le strade di Teheran e delle principali città del paese. "L'Iran non è l'Ucraina, gli oppositori non si illudano", ha tuonato il ministro della Giustizia, l'ultraconservatore Mostafa Pourmohammadi, lasciando intendere che oggi come allora non sarà lasciato spazio al dissenso. Il ministro si è scagliato in particolare con i media riformisti colpevoli - a suo dire - di aver dato troppo spazio alla rivolta a Kiev. "Dobbiamo stare molto attenti. Alcuni quotidiani hanno titolato su ciò che è accaduto in Ucraina come se fosse una questione di politica interna. Un individuo rilascia una dichiarazione e questa viene subito pubblicata in apertura di pagina", ha affermato Pourmohammadi, citato dal sito d'informazione "Digarban". Le dichiarazioni del ministro si riferiscono alla scelta di alcuni quotidiani di area riformista, in particolare "Shargh", che nei giorni più caldi della rivolta hanno enfatizzato la rivolta della Maidan. "Il presidente dell'Ucraina se ne è andato, la Tymoshenko è libera", ha titolato a tutta pagina domenica il giornale celebrando la "nuova rivoluzione arancione". Ancora più esplicito sul rischio di un contagio della rivolta ucraina in Iran si è mostrato il deputato ultraconservatore Alireza Salimi. "Speriamo che i recenti sviluppi in Ucraina facciano aumentare l'attenzione in quegli ingenui che pensano che la sedizione (del 2009, ndr) è stata solo un incidente", ha dichiarato il deputato in un discorso tenuto in Parlamento. "Gli sviluppi in quel paese (l'Ucraina, ndr) rappresentano lo scenario sognato dai nostri nemici per l'Iran - ha aggiunto - Sarebbe saggio stare in allerta per evitare di essere risucchiati nel vortice delle cospirazioni del nemico".

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