Esteri

I marò non verranno giudicati con la Sua Act

Il procuratore presenta una memoria del governo che si dice favorevole ad abbandonare la legge antiterrorismo ma chiede che le accuse siano formalizzare dalla polizia Nia. Palazzo Chigi: "Merito dell'opposizione dell'Italia"

Bisognerà aspettare ancora due settimana, ma un punto è chiaro: i due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone non verranno giudicati con la Sua act, la legge antiterrorismo che gli avrebbe fatto rischiare 10 anni di carcere. Il procuratore generale ha infatti presentato una memoria in cui il governo si dice favorevole ad abbandonare questa strada. Nella stessa memoria però, a quanto si apprende, si chiede che a formalizzare i capi di accusa sia la polizia Nia. Richiesta cui si è opposta la difesa dei due fucilieri. A quel punto il giudice ha fissato una nuova udienza tra due settimane. Vertice a Palazzo Chigi. A seguito della decisione espressa dal governo di New Delhi è stato convocato un incontro a Palazzo Chigi a cui hanno partecipato il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, l'inviato del governo sul caso marò, Staffan de Mistura e il ministro degli Esteri Federica Mogherini. «La decisione odierna della Corte Suprema di New Delhi di rinunciare al ricorso alla legge antiterrorismo - si legge in una nota diffusa al termine del vertice - è il risultato della ferma opposizione dell'Italia. Al tempo stesso, la difesa italiana si è opposta con forza al mantenimento del ruolo della Nia (polizia federale antiterrorismo) come organo investigativo finora incaricata del caso, inducendo la Corte ad un'ulteriore valutazione. Sabato, poche ore dopo il giuramento nelle mani del Capo dello Stato, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, aveva ribadito a Massimilano Latorre e Salvatore Girone ammirazione per la dignità dimostrata da loro e dalle loro famiglie e il massimo impegno del governo e suo personale a fare di tutto per riportarli in Italia. Il governo continuerà con determinazione sulla strada dell'internazionalizzazione della vicenda».

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