Esteri

Governo entro martedì senza la Tymoschenko

Dopo la destituzione del presidente Viktor Yanukovich, l’ex premier punta alle presidenziali di maggio

Si va delineando un quadro di transizione in Ucraina, dopo la destituzione del presidente Viktor Yanukovich. Oleksandr Turchynov, eletto presidente ad interim ha dato ai deputati tempo fino a martedì per trovare una maggioranza e formare un governo di unità nazionale. Un governo che non sarà guidato però dalla Tymoshenko la quale si è chiamata fuori e probabilmente punta a candidarsi alle presidenziali anticipate del 25 maggio. Il premier potrebbe essere il deputato indipendente Petro Poroshenko o Arseniy Yatsenyuk, uno dei leader dell’opposizione. Resta da vedere se nell’esecutivo entrerà anche il Partito delle Regioni, finora al governo, che sembra aver scaricato Yanukovich ritenendolo responsabile per le violenze ma continua a guardare a Mosca. Per ora la Rada ha completato l’epurazione di ministri uscenti (revocato l’incarico al ministro degli Esteri filo-russo Leonid Kozhara e a quello della Salute, Raisa Bogatyreva) e ha abrogato la legge del 2012 che aveva fatto diventare il russo lingua ufficiale in metà del Paese. Il leader deposto ha perso anche la sua villa sfarzosa, ridiventa di proprietà dello Stato . Lo ha deciso il parlamento di Kiev. La villa di Mezhighiria, lungo le rive del Dnipro, è da tempo un simbolo della corruzione del governo diYanukovich. Per le strade di Kiev intanto è tornata una calma quasi spettrale, con le strade della battaglia costata 88 morti in 48 ore trasformate in santuari con i fiori in memoria dei «martiri» della nuova rivoluzione filo-europea. Mentre Yanukovich resta bloccato al confine dopo che i suoi uomini hanno tentato invano di noleggiare un charter per farlo fuggire all’estero, l’ovest russofono è in fermento: a Kharkiv una folla si è schierata a difesa di una statua di Lenin mentre migliaia di antigovernativi bloccavano però l’ingresso nel palazzo del governatore regionale. A Sebastopoli, in Crimea, che ospita la flotta di Mosca, 2.000 filo-russi hanno denunciato la nascita di un governo «fascista» che «vuole privare irussi dei propri diritti e della cittadinanza». «Lavora per l’unità del tuo Paese. Noi ci vedremo presto». Con queste parole Angela Merkel ha incoraggiato in un colloquio telefonico Yulia Tymoshenko ad adoperarsi per evitare la spaccatura in due dell’Ucraina. Fonti vicine all’esponente politico liberato sabato dopo quasi tre anni hanno riferito che è stato concordato anche un incontro con la cancelliera tedesca che si dovrebbe tenere «molto presto». Merkel ha invitato Tymoshenko a curarsi in Germania per i problemi alla schiena che ne avevano imposto il ricovero in ospedale durante la detenzione. Subito dopo Merkel ha chiamato anche il presidente russo Vladimir Putin. In una nota la cancelleria tedesca rende noto che i due leader hanno convenuto sulla necessità di «preservare l’integrità territoriale dell’Ucraina». Sull’argomento è intervenuta anche la Casa Bianca: «La divisione dell’Ucraina non è nell’interesse di nessuno».Ma Mosca non ha reagito bene alla cacciata del presidente filo russo Yanukovich: ha richiamato «per consultazioni» l’ambasciatore a Kiev. Un segnale di protesta nel linguaggio diplomatico internazionale. E a poco a poco crollano in Ucraina tutti i simboli del comunismo. Sono circa 40 le statue di Lenin abbattute o imbrattate dall’inizio della settimana, probabilmente da dei nazionalisti. Inoltre è stata saccheggiata la sede di Kiev del partito comunista - alleato dell’ormai ex presidente Viktor Ianukovich - e la facciata è stata riempita di scritte come «assassini», «criminali», «schiavi». Oggi la rappresentante della politica estera dell’Ue, Catherine Ashton, sarà a Kiev dove incontrerà i protagonisti della rivolta ucraina e «discuterà con loro del sostegno dell’Ue per una duratura soluzione alla crisi politica».

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