Esteri

Renzi telefona a Latorre e Girone: "Faremo di tutto"

Il premier annuncia su Twitter il colloquio con i due fucilieri di Marina detenuti in India. L'addio di Bonino: "Ho fatto tutto il possibile nelle condizione date"

Alla fine anche Matteo Renzi ha rotto il silenzio che lo ha accompagnato in questi mesi. E di certo non aiuta che lo abbia fatto nel giorno in cui ha giurato da presidente del Consiglio. Come si dice in questi casi, poteva pensarci prima. Ma l'importante è il risultato e quindi meglio tardi che mai. Oggi pomeriggio, infatti, il premier ha telefonato ai marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. E poi lo ha annunciato su Twitter.     Ho appena parlato al telefono con Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Faremo semplicemente di tutto. #palazzochigi — Matteo Renzi (@matteorenzi) 22 Febbraio 2014     Telefonata anche da parte del ministro degli Esteri Federica Mogherini e di quello della Difesa Roberta Pinotti. A questo punto non resta che aspettare, sperando in una rapida soluzione.     L'addio di Emma. Proprio mentre Renzi annunciava al mondo il suo colloquio con i marò a Largo Argentina l'ormai ex ministro degli Esteri Emma Bonino teneva una conferenza stampa d'addio. Conferenza anticipata da un piccolo giallo. Stamattina, infatti, il Corriere della Sera aveva scritto che l'esponente radicale si era lamentata per aver appreso dalla televisione della sua sostituzione. Nessuna smentitata fino a quando, subito dopo il giuramento al Quirinale, Graziano Delrio aveva raccontato di essere presente quando Renzi aveva telefonato a Bonino per avvisarla. A quel punto anche Emma aveva confermato la versione. Poche ore più tardi, visibilmente emozionata, Bonino ha spiegato che ora vuole restare un po' sola: "Voglio fare un incoraggiamento a non mollare per la difesa delle regole e dello Stato di diritto in Italia e nel mondo. Il Paese ha bisogno di un po' di educazione civica. Chi si aspetta sassolini e scoop resterà delusissimo, non ho nulla da rilevare. Da radicale ho dei macigni da rimuovere non per me ma per il Paese". "Quando si assumono responsabilità - ha aggiunto - non si rappresenta più se stessi né il partito ma la gente e i valori scritti nella nostra Costituzione. Ho cercato nella esperienza presente e passata di applicare alla lettera l'assunzione di responsabilità collegiale che è scritta nella carta costituzionale italiana. Questa mattina ho incontrato Federica Mogherini e le ho ribadito che potrà contare su di me, sulla casa dei Radicali e su tutta la professionalità della Farnesina. Certo, avrei voluto sapere della decisione assunta dal premier incaricato molto prima. Ma va bene. Voglio che siate orgogliosi di questo ministro che ha fatto tutto oltre il limite delle sue capacità. Mi sono occupata del caso marò facendo tutto quello che era possibile fare nelle condizoni date. Le persone passano ma le istituzioni restano e se si fragilizzano e denigrano anche le istituzioni non avremo più scampo".

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