Esteri

Sochi, Luxuria rilasciata nella notte

Oggi, come da programma, assisterà alle gare olimpiche. Smentite le voci di violenze e intimidazioni

Dopo essere stata rilasciata nella notte, Vladimir Luxuria ha fatto sapere che nella giornata odierna assisterà ai Giochi olimpici in corso di svolgimento a Sochi. L'attivista, primo transgender ad entrare nel parlamento, nella tarda mattinata di ieri era stata fermata dalla polizia perché aveva manifestato sventolando una bandiera arcobaleno con la scritta "gay è ok", provocazione contro la nuova legge russa della Duma che prevede il divieto di propaganda gay. La stessa Luxuria si era fatta fotografare posando con un ventaglio in mano davanti ai cinque cerchi olimpici per poi pubblicare l'immagine su twitter aggiungendo la scritta: "Sono a Sochi! Saluti con i colori della rainbow, alla faccia di Putin!" Inizialmente la stessa Luxuria aveva fatto sapere che era stata trattata con brutalità e isolata in una stanza con forti luci al neon. A riferirlo erano state le due persone che lei subito ha contatto, Flavio Romani, presidente dell'Arcigai-LGBT Italia ed Imma Battaglia, presidente onorario di Gay Project. Dopo il rilascio le autorità italiane, su immediato intervento dell'Unità di crisi della Farnesina, hanno affermato che, invece, "non vi era stata alcuna violenza o intimidazione". Luxuria si trovava a Sochi per realizzare un servizio delle Iene e per la giornata odierna aveva in programma, e pare non lo abbia modificato, di assistere ad una partita di hockey, uno degli sport prediletti dal presidente russo Vladimir Putin, portando con sé la bandiera con i colori dell'arcobaleno. L'arresto. La giornata olimpica per Wladimiro Guadagno, alias Vladimir Luxuria, era iniziata con la pubblicazione di un post su Twitter. La fotografia la ritrae a Medal Plaza davanti ai cerchi olimpici, con in mano un ventaglio con i colori arcobaleno della bandiera della pace. Fierezza gay e tanta voglia di portare alta la sua bandiera nella terra dei giochi invernali animano il viaggio. Come dice lei: "Alla faccia di Putin!". A Sochi il clima per attivisti omosessuoali non è dei migliori. La protesta contro le leggi omofobe hanno spinto diversi capi di stato a disertare la cerimonia d'apertura. Il presidente russo, però, nei giorni passati aveva cercato di stemperare le polemiche facendosi riprendere abbracciato alla pattinatrice Irene Wurst, fuoriclasse olandese della velocità che non ha mai nascosto la propria omosessualità. Il clima è ostile e l'ex parlamentare di Rifondazione Comunista se ne accorge presto. L'arresto è dietro l'angolo, nemmeno il tempo di una passeggiata. Sono a Sochi! Saluti con i colori della rainbow, alla faccia di Putin! pic.twitter.com/E68Lgtadgv — vladimir luxuria (@vladiluxuria) 16 Febbraio 2014 Imma Battaglia, presidente onorario Di Gay Project, fa sapere: "Ho appena ricevuto una telefonata da Vladimir Luxuria. E' stata fermata dalla polizia a Sochi mentre assisteva alle Olimpiadi con una bandiera con la scritta in russo "Gay è ok". L'atteggiamento degli agenti è stato brutale e aggressivo. Nessuno parla inglese. Ora si trova da sola in una stanza con luci al neon sulla faccia, presumibilmente in stato di fermo. Chiediamo un intervento immediato del ministro Bonino". Il tran tran parte sul web, tanto che entra nei trend l'hashtag #vladimirluxuria. Anna Paola Concia, deputato Pd, si attiva e comunica sul social network. Ho appena parlato con @emmabonino si è già attivata per @vladiluxuria a #Sochi2014 state tranquilli — anna paola concia (@annapaolaconcia) 16 Febbraio 2014 L'universo omosessuale italiano si mobilita e il portavoce del Gay Center, Fabrizio Marrazzo dichiara: "Luxuria siamo con te. Ricorda che oltre a Vladmir Luxuria e Vladimir Putin c'è anche Vladimir, il ragazzo gay che chiede asilo politico all'Italia a causa delle leggi e delle persecuzione omofobe russe. Chiediamo al Ministro Bonino la massima attenzione per tutelare Luxuria in questa protesta civile che è di tutta l'Italia. Questa è l'Italia che piace vedere a Sochi". Luxuria, a quanto pare, era sbarcata nella città del Mar Nero con una troupe delle Iene per girare un servizio, molto probabilmente avente ad oggetto la legge anti-gay voluta dal governo russo.

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