Esteri

«Io, sindaco alpino rivoglio i ragazzi a casa»

Massimiliano Lenzi «Io sono un ufficiale degli alpini e come ufficiale di complemento dico che questa vicenda dei nostri due marò è nata male sin dall'inizio. Ma questo riguarda il passato. Oggi è...

«Io sono un ufficiale degli alpini e come ufficiale di complemento dico che questa vicenda dei nostri due marò è nata male sin dall'inizio. Ma questo riguarda il passato. Oggi è l'ora che i marò tornino in Italia, a casa loro». A parlare, in questa intervista a Il Tempo, è Umberto Buratti, sindaco di Forte dei Marmi, luogo di vacanze di lusso sul mare di Toscana, una cittadina che ha visto le estati degli Agnelli, Luchino Visconti, Eugenio Montale in costume e Carmelo Bene sbronzo, i russi dopo il crollo del Muro, in cerca di lusso e made in Italy. Ma soprattutto un comune che ad aprile compirà 100 anni, un secolo, essendo nato nel 1914, data che segna - coincidenze della storia - pure l'inizio della Prima guerra mondiale. Umberto Buratti è nel Partito democratico ed è sindaco di una maggioranza di centrosinistra, eppure sui marò non ha dubbi: «Sono trascorsi due anni - spiega - e sui nostri due fucilieri della Marina ancora non è stato deciso nessun capo d'imputazione. Il Governo indiano, anzi la magistratura indiana, ancora non si è espressa e non ha dato una risposta. È tempo che noi chiediamo con risolutezza alle Autorità indiane, e insisto, dobbiamo dirlo con forza, che i nostri marò ci vengano restituiti e siano rimandati in Italia. I capi di imputazione di cui si parla sono da respingere e credo che il popolo italiano, nei gesti, nelle emozioni, nelle sue convinzioni sia d'accordo con questo mio stato d'animo. È il popolo italiano intero che chiede alle Autorità indiane che i marò tornino da noi. Ed io credo che il popolo indiano non deve offendersi per questa nostra richiesta. E neppure le famiglie dei due pescatori indiani perchè è il sentimento degli italiani». Giuseppe Ungaretti, poeta del nostro Novecento, e amante del mare di Versilia e delle sue pinete, lo ha scritto in maniera mirabile un secolo fa: «È il mio cuore il Paese più straziato».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.