«Nei confronti dei marò lo Stato italiano è in debito per errori gravissimi»: lo afferma Fabrizio Cicchitto, uno dei capi delegazione del gruppo parlamentare che, ieri sera, è partito per incontrare oggi a New Delhi Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Il gruppo è composto dai presidenti delle commissioni Esteri e Difesa del Senato, Pier Ferdinando Casini e Nicola Latorre, e della Camera, Fabrizio Cicchitto ed Elio Vito. Sono poi partiti: per il Senato: Luis Alberto Orellana (M5S), Antonio Scavone (Gal), Maurizio Gasparri (Fi), Riccardo Nencini (Psi), Marcello Gualdani (Ncd). Per la Camera i componenti sono: Gian Piero Scanu (Pd), Daniele Del Grosso (M5S), Gianluca Pini (Lega), Edmondo Cirielli (Fdi), Donatella Duranti (Sel), Andrea Causin (Sc), Domenico Rossi (Per l’Italia). «Partiamo - ha detto Cicchitto - per rinnovare la nostra solidarietà ai fucilieri di Marina rispetto ai quali lo Stato italiano è in debito per errori gravissimi sui quali torneremo, però, a vicenda, ci auguriamo, felicemente conclusa. D’ora in avanti la parola è ad una solidarietà che ci auguriamo sia priva di esibizionismi individuali e partitici». Per Maurizio Gasparri «la missione unitaria in India del Parlamento italiano ha un grande significato morale. Ma deve anche segnare una inversione di tendenza. Quella dei marò - ha aggiunto - deve diventare una priorità per tutta la Nazione. L’atteggiamento delle autorità dell’India è inaccettabile. Arroganza, violazione del diritto internazionale, abusi di ogni tipo non sono più tollerabili». Gasparri ha proseguito rilevando che «mentre il vicepresidente della Commissione Ue, Tajani ha assunto forti iniziative, il ministro degli Esteri Bonino ha tenuto un vergognoso atteggiamento di disinteresse e di sostanziale rinuncia. La Bonino ha calpestato e tradito la dignità nazionale non solo per incapacità, ma anche per deliberata scelta. Mi reco in India per solidarietà ai nostri soldati, ma anche per un monito alle autorità indiane e italiane. Ora basta», ha concluso Gasparri. Riccardo Nencini, senatore e segretario del Psi ha sottolineato che «i due marò non erano contractors ma su quella nave rappresentavano l’Italia. Accanto alla solidarietà, far sentire il peso dello Stato e pretendere giustizia equa e rapida». «Non spetta a noi andare a riprendere i marò - ha spiegato in una intervista al Corsera Pier Ferdinando Casini - E non vogliamo alimentare false aspettative. È però importante che una delegazione composta dalle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, con i presidenti e rappresentanti di tutti i gruppi parlamentari, si presenti unita in India». Obiettivo «innanzitutto esprimere solidarietà ai marò. A dir loro che non sono soli. Poi per dire che non è possibile confondere chi lotta contro il terrorismo con i terroristi. Le autorità indiane devono sapere che se passasse una tesi dissennata come questa sarebbe ritenuta un precedente pericoloso per tutta la comunità internazionale. Non ci sarebbe più certezza del diritto. Nessuno se la sentirebbe più di partecipare a missioni internazionali antiterrorismo». Casini ha anche affermato che «nessuna convenienza economica può giustificare un atteggiamento diverso da quello necessario a salvare i nostri marò».
"Oggi incontriamo i fucilieri. Lo Stato è in debito con loro"
Cicchitto: "Nei confronti dei marò lo Stato italiano è in debito per errori gravissimi"
