Esteri

Gasparri twitta dall'India, mentre Bonino si sfoga

Secondo il ministro degli Esteri il problema nasce dalla Legge La Russa che prevedeva la presenza di militari a bordo delle navi senza stabilire una linea di comando

Il ministro degli Esteri Emma Bonino interviene sul caso Marò e si leva qualche sassolino dalle scarpe. "Alcuni tra coloro che oggi si agitano tanto sono all'origine del problema". Ricorda che i due fucilieri del battaglione San Marco nel febbraio 2012 si trovavano sulla Enrica Lexie, al largo delle coste del Kerala, in India, per via di una legge più che discutibile su cui, come Radicali, votarono contro. Il capo della Farnesina afferma che Salvatore Girone e Massimiliano Latorre - "due militari e certo non due terroristi"- si trovavano a bordo del mercantile, in virtù del decreto-missioni La Russa: un decreto che prevedeva la presenza di militari su navi civili, senza stabilire per bene le linea di comando. "Ma tutto ciò sarà utile chiarirlo e rivederlo a conclusione, credo positiva, dell'intera vicenda". La Bonino è poi tornata a difendere la gestione attuale della crisi, respingendo le critiche di chi accusa il governo di debolezza: "Non ho mai capito bene cosa voglia dire. So quello che abbiamo fatto una volta che i due militari sono stati rimandati in India (decisione presa peraltro da un altro governo): non solo abbiamo perseguito tutte le strade possibili, ma abbiamo coinvolto l'intera Europa che ha cominciato a seguire il caso, tanto che e' stato sollevato nel dialogo Ue-India. La nostra è una linea molto coordinata, senza slabbrature e solida anche da un punto di vista giuridico". Intanto la delegazione dei Parlamentari italiani è arrivata a New Delhi con un aereo speciale per incontrare Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Sono guidati dai presidenti delle commissioni Esteri di Camera e Senato. "Siamo soldati, soldati italiani, dobbiamo soffrire con dignità", ha dichiarato Latorre. Sono atterrati in India partendo dal Senato: Pier Ferdinando Casini, presidente commissione Esteri, Nicola Latorre, presidente commissione Difesa, i senatori Marcello Gualdani (Nuovo centrodestra), Riccardo Nencini (Partito socialista), Luis Alberto Orellana (M5s) e Antonio Fabio Maria Scarone (Gal). Camera: Fabrizio Cicchitto, presidente commissione Esteri, Elio Vito, presidente della commissione Difesa, i deputati Andrea Causin (Scelta civica), Edmondo Cirielli (Fratelli d'Italia), Daniele Del Grosso (M5s), Donatella Duranti (Sel), Gianluca Pini (Lega Nord), Domenico Rossi (Popolari per l'Italia) e Gian Piero Scanu (Pd). Tra loro anche Maurizio Gasparri che documenta l'operazione con un Tweet, in cui inserisce una foto di lui insieme ai due militari.   Girone e Latorre, i nostri marò, commossi per l'unitá del Parlamento intorno a loro @forza_italia pic.twitter.com/TbLD5oj0mN — Maurizio Gasparri (@gasparripdl) 27 Gennaio 2014   Stampa indiana. Il governo indiano "si è cacciato in groviglio". Lo scrive The Hindustan Times, in un articolo in cui traspare chiaramente la difficoltà di New Delhi a trovare una soluzione allo stallo del processo entro il 3 febbraio, come stabilito dalla Corte suprema. Il problema riguarda il ministero dell'Interno che si è legato le mani fin dall'inizio affidando il caso alla National Investigation Agency (Nia), un'agenzia specializzata nell'anti-terrorismo creata dopo gli attacchi di Mumbai del 26 novembre 2009".

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