A Poco è servito il tentativo di mediazione di Victor Yanukovych. Le opposizioni vogliono le sue dimissioni. “Non rifiutiamo l'offerta ma neanche l'accettiamo”, ha precisato Arseniy Yatsenyuk, l'ex ministro degli Esteri al quale il presidente ucraino ha offerto l'incarico di primo ministro, mentre all'altro leader della protesta, l'ex pugile Vitali Klitschko, è stato offerto di diventare vice premier. Sotto l'onda della protesta incalzante, Victor Yanukovych aveva così provato ad allentare la tensione che da due mesi mina la stabilità del Paese. Ha anche promesso una riunione martedì in Parlamento per modificare le leggi contro le manifestazioni e ha detto anche di essere pronto a modificare la Costituzione, che al momento assegna grandi poteri al capo dello Stato, o con un referendum o attraverso un procedimento di revisione. Ma in Ucraina, ormai sull'orlo di una guerra civile, gli scontri e le tensioni non si placano. Questa mattina i dimostranti hanno assaltato un centro congressi e la polizia ha usato lacrimogeni e granate stordenti per respingerli. Dopo varie ore, i manifestanti hanno aperto una sorta di corridoio umano per consentire l'uscita dei circa 200 agenti che si erano rifugiati all'interno. Gli agenti hanno lasciato il luogo, portando con sé scudi e caschi. Di fatto sono stati espugnati dalla folla. Poco prima il carismatico leader del partito Udar, Klitschko, si era recato sul posto per spiegare ai manifestanti che i poliziotti rifugiati erano giovani reclute obbligate a obbedire agli ordini, e non membri dei temuti Berkut, le forze speciali antisommossa. In mattinata gli oppositori avevano rotto le finestre dell'edificio, l'antico Museo Lenin, e lanciato bombe molotov e petardi verso l'interno. Il ritorno degli scontri è quindi al terzo giorno. E i dimostranti dell'opposizione sembrano intenzionati ad andare avanti fino a che Yanucovych non verrà deposto. Vgliono nuove elezioni e una ventata di Europa nei polmoni. L'emancipazione da Mosca resta giorno dopo giorno al centro degli slogan e dei cori nelle piazze. La protesta è continuata a Kiev dalla notte nell'alba di sabato ha lasciato nuvole di cenere e pneumatici consumati dal fuoco. Le frange più violente hanno scatenando incendi nel punto della città in cui si trovano le barricate. Enormi palle di fuoco hanno illuminato il cielo notturno nel centro della città . I manifestanti hanno lanciato bombe incendiarie, sassi e fuochi d'artificio verso gli ufficiali di polizia. Con i volti coperti e armati di bastoni e barre metalliche, si sono raggruppati di fronte ai poliziotti in assetto antisommossa. Il ministero dell'Energia è stato occupato e tutte le strutture nucleari del Paese sono state messe in stato di alta allerta. Uno dei manifestanti feriti mercoledì è deceduto in ospedale a Kiev. Ora i morti sono complessivamente sei, secondo l'opposizione. Alcuni leader della protesta hanno fatto appello ai dimostranti perché portino con sé le armi che possiedono legalmente, per utilizzarle in eventuale necessità di autodifesa. La confusione ha preso il sopravvento in tutto il paese. Le città in rivolta sono Kiev, Luc'k, Ivano-Frankivsk, Cernivci, Ternopil, Leopoli, Rivne, Khmelntysky, Sumy, Vinnytsia. Intanto il ministro dell'Interno, Vitaly Zakharchenko, accusa il deputato d'opposizione Oleg Lyashko di aver invocato il sequestro di poliziotti e di aver così ottenuto la morte di un agente, colpito alla testa da uno sparo la notte scorsa e il rapimento dei due che sarebbero stati catturati a Kiev. Il ministro ha accusato i manifestanti pro-europeisti di accumulare armi in due delle loro basi a Kiev, la sede dei sindacati e il quartier generale dell'amministrazione municipale, che hanno occupato nei giorni scorsi. "Gli ultimi sviluppi in Ucraina hanno dimostrato come i nostri tentativi di risolvere in maniera pacifica il conflitto, senza ricorrere al confronto e alla forza, siano stati vani, e quanto rimangano futili", ha osservato. "I nostri appelli non sono stati presi in considerazione, ed è stata violata la tregua". "I capi dell'opposizione", ha rincarato la dose, "non si vogliono dissociare dalle fazioni radicali, e al tempo stesso non sono più in grado di controllarle. In tal modo espongono i connazionali al pericolo".
A Kiev non si placa la protesta: nuovi assalti. No alla proposta di Yanucovych
E' ancora altissima la tensione in Ucraina, dopo che i leader dell'opposizione hanno respinto l'offerta del presidente Viktor Yanukovich di assumere la guida del governo