"Profonda frustrazione". Il ministro degli Esteri, Emma Bonino, a Davos per per partecipare ai lavori del World Economic Forum, ha incontrato il ministro delle Finanze indiano Shri Chidambaran e quello del Commercio Anand Sharma e ha parlato della situazione dei due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Il ministro, secondo quanto si apprende da fonti della Farnesina, ha sensibilizzato i due esponenti del governo di Delhi sulla penosa situazione dei due militari italiani che da due anni attendono un processo, e ha chiesto loro di attivarsi affinché il rischio della pena di morte venga scongiurato. Secondo quanto si apprende, i due ministri indiani hanno garantito il loro impegno ad attivarsi con gli avvocati e con le autorità della polizia antiterrorismo, la Nia, per scongiurare il peggio e far presente che la via del ricorso al Sua Act non sia la strada da percorrere. I ministri hanno anche spiegato alla Bonino che una decisione potrebbe essere presa effettivamente entro il 3 febbraio, ossia il termine posto dalla Corte suprema indiana al governo indiano per trovare una soluzione allo stallo della vicenda. L'Italia infatti ha chiesto un rinvio dell'udienza già fissata al 30 gennaio da un tribunale di New Delhi incaricato di processare i marò. Una decisione presa dopo che la Corte Suprema indiana ha dato due settimane di tempo al governo di Delhi per trovare una soluzione allo stallo giuridico all'interno delle istituzioni. Impasse creatasi sulla decisione della polizia antiterrorismo Nia d'invocare il Sua Act, che non esclude la pena di morte in caso di omicidio, in palese violazione con una formale promessa data invece al governo italiano lo scorso aprile dal ministero degli Esteri di New Delhi.
Marò, il ministro delle Finanze indiano rassicura: no al Sua Act
l ministro degli Esteri, Emma Bonino, a Davos per il World Economic Forum, ha incontrato i ministri indiani delle Finanze e del Commercio che hanno garantito il loro impegno per scongiurare la pena di morte
