"Siamo vicini a un accordo". Arriva da Teheran la notizia che, dopo tre giorni intensi di negoziati a Ginevra, l'Iran e le potenze occidentali avrebbero trovato un accordo sullo spinoso dossier nucleare. In serata il viceministro iraniano Abbas Araqchi, secondo quanto ha riferito l'agenzia stampa Mehr ha soffiato sul fuoco della speranza di un'intesa dopo che a innescare le aspettative erano stati poco prima gli Stati Uniti annunciando che il segretario di Stato John Kerry era in partenza per Ginevra. Secondo quanto poi aveva riferito la Press Tv, sulla base di fonti negoziali, la questione si sarebbe sbloccata quando i delegati del 5+1 avrebbero accettato di riconoscere il diritto di Teheran ad arricchire in proprio l'uranio. Un tam-tam di voci seguite anche alle dichiarazioni del ministro degli Esteri Mohammad Kavad Zarif che, ancora prima da Ginevra, aveva parlato di progressi "del 90 per cento", anche se restano da risolvere "una o due questioni". Dal Dipartimento di Stato Usa comunque resta un filo di cautela sulla questione: "Il segretario si rechera' a Ginevra oggi stesso, con l'obiettivo di continuare a dare una mano per far ridurre le divergenze, e progredire sempre di piu' verso un accordo", ha spiegato il portavoce Jen Psaki spiegando che Kerry si sarebbe consultato con l'alto rappresentante dell'Unione Europea, Catherine Ashton, e con la delegazione di negoziatori sul posto e che comunque la sua partenza in ogni caso "non costituisce una previsione sull'esito" dei negoziati. Oggi a Ginevra era arrivato anche il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov per unirsi ai coloqui dopo aver avuto un incontro con il pari grado iraniano, Mohammad Javad Zarif e non e' escluso nemmeno l'arrivo del ministro degli Esteri cinese, Wang Yi. Secondo quanto trapelato negli ultimi giorni, si lavora a un'intesa transitoria di sei mesi che prevede da parte di Teheran il congelamento della produzione di uranio arricchito al 20 per cento, l'impegno a non attivare nuove centrifughe per arricchire l'uranio al 3,5 per cento, e l'accettazione di un piu' rigido sistema di ispezioni internazionali nei propri siti nucleari. In cambio l'Iran otterrebbe un alleggerimento delle sanzioni che gli garantirebbe introiti supplementari per almeno 20 miliardi di dollari.
Nucleare, Iran a un passo dall'accordo
La notizia arriva da Teheran dopo tre giorni intensi di negoziati a Ginevra. Colloqui anche domani
