Il ministero degli Interni egiziano ritiene che «ogni opzione è possibile» per sgomberare i due principali sit-in a sostegno del deposto presidente Mohammed Morsi in corso dal 3 luglio, giorno della sua deposizione, nelle piazze di Rabaa al-Adawiya e di al-Nahda al Cairo. L'ultimatum era stato lanciato nei giorni scorsi, quando le autorità avevano fatto capire che le operazioni di sgombero non sarebbero iniziate prima della fine dei festeggiamenti dell'Eid al-Fitr, che segna la fine del mese sacro del Ramadan. Un avvertimento al quale non è però seguito un cambio di strategia da parte dei sostenitori di Morsi, rimasti in piazza a chiedere il reintegro del loro presidente. Il timore è che l'azione del governo per evacuare le piazze possa portare a un ulteriore spargimento di sangue dopo che più di 250 persone, in gran parte sostenitori di Morsi, hanno già perso la vita dopo che i militari hanno destituito Morsi. Secondo una fonte del ministero degli Interni egiziano, l'azione delle forze di sicurezza per disperdere i manifestanti sarà «graduale». Inizialmente la polizia accerchierà le due piazze, in modo da evitare che altre persone ingrossino le fila dei manifestanti e saranno tagliati i rifornimenti di cibo e acqua. In un secondo momento gli agenti metteranno in atto tecniche non letali, tra cui l'uso di gas lacrimogeni e cannoni ad acqua, come hanno fatto sapere fonti del ministero degli Interni. Intanto i venditori ambulanti hanno fatto sapere di aver venduto centinaia di maschere anti-gas ai manifestanti.
Egitto verso lo sgombero dei sit-in pro Morsi
Il governo del Cairo annuncia interventi «graduali» per disperdere i manifestanti
