Esteri

Egitto, spari sui manifestanti: 75 morti

Al Cairo l'esercito ha aperto il fuoco contro i sostenitori del presidente Morsi. Per i Fratelli musulmani le vittime sono 139

E' drammatico il bilancio degli scontri avvenuti al Cairo ed altre città egiziani durante le manifestazioni indette da sostenitori ed oppositori del presidente deposto Mohamed Morsi. Secondo quanto riporta l'agenzia di stato Mena, citando fonti ospedaliere, 75 persone sono rimaste uccise ed oltre mille ferite negli scontri. I maggiori scontri si sono registrati nel quartiere del Cairo di Nasr City, roccaforte dei sostenitori di Morsi. Sarebbero invece almeno 139 le persone rimaste uccise nelle ultime ore in secondo l'agenzia di stampa Xinhua, che cita fonti mediche e dei Fratelli Musulmani, secondo le quali i feriti sono oltre 5.200. I Fratelli Musulmani accusano la polizia di aver sparato con pallottole vere contro i manifestanti, si legge sul sito della Cnn. I bilanci delle vittime sono contrastanti. Gli scontri più sanguinosi si sono registrati nel quartiere del Cairo di Nasr City, roccaforte dei sostenitori di Morsi. I Fratelli Musulmani accusano la polizia di aver attaccato, sparando gas lacrimogeni e pallottole vere, un sit-in che bloccava il Ponte 6 ottobre sul Nilo, nel centro del Cairo, nel tentativo di disperdere la folla. Secondo un comunicato diffuso dai Fratelli Musulmani tramite il loro sito web, almeno 120 persone sono rimaste uccise e 4.500 ferite solo negli scontri tra sostenitori del presidente deposto Mohamed Morsi e le forze di sicurezza lungo Naser Street, vicino alla moschea Rabaa al-Adaweya, a Nasr City. La maggior parte delle vittime, stando ai Fratelli Musulmani, è stata raggiunta da colpi d'arma da fuoco. Nel comunicato viene citato Hisham Ibrahim, direttore dell'ospedale da campo allestito vicino alla moschea di al-Adaweya, secondo il quale molte delle vittime presentano ferite alla testa, al collo e al torace, che -stando alla versione dei Fratelli Musulmani- sarebbero state provocate da pallottole vere sparate da cecchini. Ibrahim ha anche denunciato la «mancanza di medicinali a causa delle molte vittime». Inoltre, secondo il bilancio dei media ufficiali, almeno altre 19 persone sono rimaste uccise negli scontri scoppiati ieri tra sostenitori e oppositori di Morsi ad Alessandria d'Egitto e in altre città egiziane. In precedenza il medico Yehia Mikkia, aveva parlato di 38 morti accertati, spiegando però  che il numero reale delle vittime è probabilmente maggiore. Le autorità egiziane sono determinate a «porre presto fine, nel rispetto della legge» ai sit-in dei Fratelli Musulmani al Cairo a sostegno del presidente deposto Mohamed Morsi. Lo ha affermato il ministro egiziano dell'Interno, Mohamed Ibrahim, in una dichiarazione riportata dal sito web del giornale governativo al-Ahram. I Fratelli Musulmani hanno annunciato nuove proteste in tutto l'Egitto a sostegno del presidente deposto Mohamed Morsi nonostante l'ultimatum dei militari, che nei giorni scorsi hanno dato al movimento tempo fino a questo pomeriggio per porre fine alle manifestazioni e unirsi al processo politico. Lo riferisce la tv satellitare al-Arabiya. Dopo gli ultimi sanguinosi scontri, i Fratelli Musulmani hanno invitato gli egiziani a continuare sia oggi che domani con le proteste. Catherine Ashton, l'Alta rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza dell'Unione europea, è «preoccupata per gli ultimi sviluppi in Egitto» che hanno portato alla morte di diverse persone e «chiede alle responsabili autorità da interim di assicurare dimostrazioni pacifiche e ordinate». Lo si legge in una nota diffusa questa mattina. Ashton chiede anche «a tutte le parti di evitare violenze e di rispettare i principi di proteste pacifiche e non violenza. I diritti umani, inclusi quelli fondamentali di associazione ed espressione, devono essere rispettati».

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