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Confindustria, Bonomi infilza la Bce: “Politiche che ci preoccupano, rischio recessione”

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«Vediamo l’inflazione in calo ma vediamo delle politiche della Bce che ci preoccupano». Non usa tanti giri di parole il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, intervenendo alla Conferenza Nazionale delle Camere di Commercio, oggi a Firenze, per dare addosso all’istituto di Francoforte guidato da Christine Lagarde. «Purtroppo - ha detto Bonomi - scontiamo il fatto che noi abbiamo avuto un picco sui costi energetici, ad agosto del 2022, e fino ad agosto di quest’anno le statistiche ci penalizzeranno, quindi ci aspettiamo nell’ultimo quadrimestre dell’anno una discesa dell’inflazione, comunque intorno al 5-6%». «Ma di fronte a questa inflazione vediamo le politiche della Bce che ci preoccupano» ha indicato Bonomi. «Perché sì, vero, abbiamo vissuto 10 anni di tassi negativi, ci hanno anestetizzato, ma quello che sta facendo la Bce sta andando oltre quello che deve essere fatto a contrasto dell’inflazione. C’è differenza tra quella americana e quella europea, ma non vorrei che per il contrasto all’inflazione si entrasse in recessione». «La ricetta era giusta, l’operazione è andata bene ma il paziente è morto» ha scandito il presidente di Confindustria con toni durissimi.

 

 

Inoltre Bonomi ha mandato alcuni segnali al governo che «deve sostenere gli investimenti, non va data una stretta al credito e bisogna procedere con il taglio del cuneo fiscale. Noi abbiamo bisogno di due cose, la prima sostenere i consumi che, anche nelle famiglie, stanno rallentando e soprattutto dobbiamo sostenere gli investimenti. Questo Paese non può fare a meno degli investimenti. E se noi mettiamo una stretta al credito questo diventa un problema, un passaggio molto delicato. Serve - ha ribadito Bonomi - uno stimolo forte agli investimenti, Industria 5.0, e di sostenere i redditi bassi, il taglio del cuneo fiscale. Perché bisogna rimettere più soldi in tasca agli italiani, specialmente nei redditi bassi e lo si può fare solo tagliando le tasse sul lavoro. Noi siamo il Paese con più tasse sul lavoro».

 

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