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Il mercato dà i voti, i fondi internazionali bocciano Cairo

Andrea Giacobino
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Urbano Cairo bocciato da tutto il mercato. Leggendo il verbale dell’assemblea straordinaria di Rcs MediaGroup, svoltasi lo scorso 29 aprile, si scopre come l’unico punto all’ordine del giorno – la maggiorazione dei diritti di voto – ha visto accendersi il semaforo rosso di tutti i rappresentanti dei fondi comuni internazionali.

 

 

 

 

Va detto che la modifica dello statuto, che blinda ancora di più il controllo di Cairo sul gruppo editoriale del Corriere della Sera, è stata approvata col voto favorevole di oltre 437 milioni di azioni pari al 98,4% del capitale partecipante al voto che a sua volta era pari all’85,17% del capitale totale.

 

 

 

Il punto è che quel 98,4% è stato espressione di soli 11 azionisti e tutti italiani: prima di tutto Cairo con Cairo Communication (311,5 milioni di titoli pari al 59,6% del capitale ordinario) e Ut Communications (0,1%) e poi Mediobanca (9,9%), Diego Della Valle (7,6%), Pirelli e UnipolSai. Hanno votato contro i rappresentanti di soli 7,1 milioni di azioni pari a solo l’1,6% del capitale presente: che però erano espressione di ben 101 soci, tutti fondi d’investimento esteri, da BlackRock a Vanguard, a fronte di nessun fondo italiano presente. E gli stessi investitori esteri hanno bocciato, all’unisono, anche la relazione sulla remunerazione.

 

 

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