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Cairo contro Immobile, la Lazio risponde

Il presidente aveva accusato Ciro di eccessivo impegno. Lotito furioso

Daniele Rocca
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Al di là del risultato sportivo, quello che emerge dopo la serata di ieri, non ha niente a che fare con il calcio. Il Torino, aiutato dagli episodi, si salva e grazie allo 0-0 contro la Lazio all’Olimpico manda in Serie B il Benevento. L’attenzione però si è spostata immediatamente sulla cornice. Già al momento del triplice fischio non sono mancati momenti di tensione tra il presidente del Toro, Urbano Cairo, e la dirigenza della Lazio. Ma il punto più grave delle vicenda si è toccato con la confessione social di Ciro Immobile verso la mezzanotte. "Tutti sanno chi sono. Dentro il campo, e soprattutto fuori. Posso accettare le critiche al calciatore, non gravi offese diffamatorie all’uomo che sono. Soprattutto se quest’ultime arrivano da dirigenti del mondo del calcio. Al termine della partita di questa sera il Presidente del Torino Urbano Cairo mi ha raggiunto all’ingresso dello spogliatoio della Lazio iniziando ad offendermi, a scagliarsi verbalmente nei miei confronti rivolgendomi gravi accuse infamatorie, accusandomi di aver giocato la partita con “il sangue agli occhi”, e altre cose riguardanti anche la gara d’andata di questo campionato disputata contro il Torino, arrivando perfino a dirmi che ho giocato quella gara positivo al Covid". All'indomani la replica del patron granata, che a sua volta ha accusato il calciatore di essere stato poco corretto ai tempi della sua seconda esperienza al Torino: “Immobile ha fatto il diavolo a quattro per andare via dal Torino. Quando è tornato dopo aver fatto male a Dortmund e a Siviglia, mi ha fatto dire dal suo agente che non sarebbe rimasto. Lì ho capito chi fosse Ciro”. In difesa dell'attaccante della Nazionale sono andati sia il ds Tare che il portavoce Rao. "Ciro Immobile  non è solo il Re del gol - parole del direttore sportivo - ma anche il Re dei valori. Quegli stessi valori che, spesso, vengono dimenticati. Per la Società è un motivo di orgoglio avere nello spogliatoio della un Uomo vero che è divenuto un punto di riferimento nella famiglia biancoceleste ed una bandiera per il popolo laziale, dando anima e corpo per la nostra maglia incarnando, dentro e fuori dal campo di gioco, i valori del rispetto, della lealtà e della professionalità". Questo invece il comunicato pubblicato sul sito ufficiale della società: ""Ieri sera all’Olimpico sono successe cose molto gravi per il mondo dello sport, che la Lazio non può far passare sotto silenzio. Una reazione scomposta, del Presidente Urbano Cairo, fuori luogo e in violazione delle norme, anche di lealtà, probita e correttezza, di cui qualcuno dovrà rispondere nelle sedi preposte: nessuno può permettersi di avere atteggiamenti padronali, tantomeno a casa nostra. La verità l’ha mostrata il campo: la Lazio, a partire da Ciro Immobile, ha profuso ogni energia per onorare fino all’ultima partita il campionato, anche se qualche discutibile interpretazione e tanta sfortuna hanno tolto alla squadra un successo meritato. Il calcio è anche questo, ma forse qualcuno sperava in qualcosa di diverso. E questo non è il calcio, non è il nostro calcio. Proprio per questo tuteleremo il nostro Capitano e la Società in tutte le sedi, legali e sportive, dalle accuse infamanti che rispediamo convintamente al mittente. Il nostro campionato e’ stato accompagnato da una incessante campagna diffamatoria, che ha macchiato l’immagine sportiva della Lazio e ne ha condizionato i risultati. Non permetteremo che accada di nuovo".

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