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dall'altalena al tonfo

Effetto coronavirus: Borse, spread e petrolio collassano

Dal punto di vista finanziario non ci sono sopravvissuti. Listini europei, Wall Street, spread e petrolio subiscono tutti l'effetto coronavirus, arrivando a segnare record in negativo

Effetto coronavirus: Borse, spread e petrolio collassano

Dal punto di vista finanziario non ci sono sopravvissuti. Listini europei, Wall Street, spread e petrolio subiscono tutti l'effetto coronavirus, arrivando a segnare record in negativo. Nuova giornata all'insegna delle turbolenze per i mercati, nonostante le rassicurazioni in arrivo per l'Europa dalla Bce e dalla Casa Bianca pronta a mettere in campo un piano d'azione da 1.000 miliardi di dollari per gli Stati Uniti. Crollano i listini internazionali e il petrolio scende ai minimi dal 2002.

Ondata di vendite in avvio di contrattazioni a Wall Street, nonostante gli interventi delle banche centrali e dei governi. Nei primi istanti di contrattazioni gli indici Usa si muovono in calo, un ribasso che si trascina fino a registrare perdite per il Dow Jones nell'ordine del 10%. "È una guerra", dichiara il presidente americano Donald Trump a proposito dell'emergenza coronavirus. Il presidente propone al Senato un piano da 1.000 miliardi di dollari. Dimensioni che non si registravano dai tempi della Grande Recessione. Trump vuole inviare ai propri cittadini assegni diretti entro due settimane e per questo sollecita il Congresso Usa ad approvare il pacchetto di stimoli entro pochi giorni. Gli analisti avvertono intanto che gli Usa stanno sicuramente entrando in recessione.

Giornata in profondo rosso anche per i listini europei. A Madrid l'indice Ibex termina gli scambi in calo del 3,44% a 6.274,8 punti, a Londra l'indice Ftse100 perde il 4,05% a 5.080,58 punti, a Francoforte il Dax arretra del 5,56% a 8.441,71 punti e a Parigi il Cac40 lascia sul campo il 5,94% a 3.754,84 punti. Milano registra il calo minore, con il Ftse Mib che in chiusura perde l'1,27% a 15.120,48 punti. Ma lo spread italiano subisce il contraccolpo maggiore, arrivando a toccare i 322 punti base, sui massimi dal 2013.

Dalla Bce arriva la promessa di nuove misure, se necessario, per fronteggiare l'emergenza, "salvaguardare le condizioni di liquidità nel sistema bancario e garantire la trasmissione regolare della sua politica monetaria in tutte le giurisdizioni". In serata il commissario europeo all'Economia Paolo Gentiloni ai microfoni del Tg3 sottolinea: "Abbiamo istituzioni finanziarie pronte a fronteggiarle e lo scudo europeo è certamente più forte di qualsiasi speculazione". Per Gentiloni non basta l'aiuto della Bce, che resta uno "scudo che difende la nostra moneta unica". In campo " ci vogliono pure tutte le politiche di bilancio coordinate di tutti i Paesi europei. Non può essere solo la Bce ad affrontare questa crisi", ribadisce il commissario Ue.

In questo scenario di forti ribassi crolla anche il petrolio. Il Wti precipita sotto i 25 dollari al barile per la prima volta dal 2002. In calo anche il greggio di Brent che scivola a 25,76 dollari. Da inizio anno il Wti ha ceduto oltre il 60% con il crollo di marzo dettato dall'emergere del rischio di uno shock da domanda legato all'emergenza coronavirus. Goldman Sachs prevede un ulteriore calo del prezzo del Brent a 20 dollari nel secondo trimestre. "Il crollo della domanda di petrolio a causa della diffusione del coronavirus appare sempre più marcato", rimarca la banca d'affari che prevede una contrazione della domanda di 8 milioni di barili al giorno entro la fine di marzo e un declino in tutto il 2020 di 1,1 milioni di barili al giorno: il più grande mai registrato.

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