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Economia

La sfida (persa) di Angela alla lobby auto

Gianni Di Capua La vicenda delle manipolazioni dei dispositivi anti-smog della Volkswagen fa luce sulle relazioni incestuose tra politica e industria dell'auto in Germania. Ne sa qualcosa la...

Nella primavera del 1995 la ministra tentò di convincere i suoi colleghi di gabinetto ad appoggiare una serie di misure anti-smog che includevano severi limiti di velocità sulle autostrade e alcuni divieti di circolazione in vista della stagione estiva. Le proposte si infransero però contro la ferma opposizione di Matthias Wissmann, collega di partito e ministro dei Trasporti, secondo il quale non era limitando la velocità delle auto che si sarebbero abbassati i livelli di inquinamento nel paese. Naturalmente fu Wissmann a spuntarla e la reazione della Merkel, secondo quanto è ricostruito nella sua biografia, scritta da Gerd Langguth, fu quella di mettersi a piangere, prima di ingoiare il rospo e ritirare i provvedimenti. Da allora molta acqua è passata sotto i ponti. La Merkel è al suo terzo mandato come cancelliere e Wissmann è diventato il numero uno della Verband der Automobolindustrie, la potente associazione dei produttori tedeschi di auto. In compenso non è cambiato molto nei rapporti tra auto e politica in Germania: la lobby è sempre attiva. Non c'è alcuna prova che i politici tedeschi fossero a conoscenza dei trucchi usati dal colosso di Wolfsburg sui diesel e la Merkel ha espresso sconcerto e indignazione per lo scandalo, ma tutti a Berlino erano a conoscenza del gap tra test su strada e in laboratorio e due anni fa il governo Merkel ingaggiò un duro braccio di ferro con Bruxelles per evitare che venissero introdotte misure di controllo più drastiche. Insomma, il Dieselgate non nasce dal nulla e i rapporti incestuosi tra industria dell'auto e politica in Germania sono una realtà inconfutabile. Wissmann, malgrado lo scontro di 20 anni fa, è un veterano della Cdu che da del «tu» alla cancelliera. Martin Jaeger, portavoce del ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, è un uomo Daimler, Thomas Steg, ex portavoce dell'ex cancelliere della Spd, Gerhard Schroeder, guida i rapporti con il governo per conto di Volkswagen, perfino il verde Joschka Fischer, ex ministro degli Esteri, ha girato uno spot pubblicitario per Bmw. Tra i premier della Bassa Sassonia che di diritto hanno un posto riservato nel board di Volkswagen, ci sono stati Schroeder, denominato l'«Auto Cancelliere», l'attuale vice cancelliere, Sigmar Gabriel e l'ex presidente Christian Wulff. Ora Gabriel, alla luce dello scandalo, chiede incentivi per varare un'auto elettrica made in Germany, ma l'impressione è che si voglia chiudere la stalla quando i buoi sono scappati.

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