L’agenzia di rating Standard & Poor’s frena l’ottimismo di Renzi. Il premier nella nota di aggiornamento del Def (il documento di economia e finanza) ha rivisto al rialzo le stime di crescita per quest’anno e per il prossimo ma ieri Standard & Poor’s nelle sue previsioni, ha tracciato uno scenario ancora critico e meno ottimistico. L’agenzia dice chel'Italia è «fuori dalla recessione» ma la ripresa dell'economia «è ancora tiepida». La causa del mancato slancio del Pil è la «bassa crescita dei salari e la disoccupazione alta». E mentre i consumi altrove in Europa stanno facendo da traino all’economia, in Italia restano ancora troppo bassi. L'economia italiana «ha dato segni di vita» nel primo trimestre di quest'anno «ponendo fine a una recessione lunga tre anni e mezzo, durante la quale il pil si è ridotto del 5,4%» ma non è ancora arrivato il momento di tirare un sospiro di sollievo. Gli economisti dell’agenzia scrivono che «il Jobs Act introdotto a marzo sarà lento a mostrare i suoi effetti. In sintesi una crescita al rallentatore dei salari reali e una disoccupazione ancora a livelli elevati determinano una tiepida crescita del potere d'acquisto: +1% nel 2015 e +1,3% nel 2016, stima S&P. Per quanto riguarda i consumi, i pronostici sono per un +0,5% quest'anno e vicini al +1% nel prossimo biennio. Ora, riconosce S&p, «sta migliorando la fiducia delle imprese, con l'indice delle piccole e medie imprese di luglio cresciuto al suo livello più alto degli ultimi cinque anni, mentre la fiducia dei consumatori è al livello più alto dal 2008». Nonostante questi segnali, però, «la svolta in Italia è stata più debole che negli altri Paesi vicini dell'Eurozona», spiega Jean-Michel Six, capo economista Standard Poor's Chief Economist per l'area Emea. E, conclude l'analista, «resta molta strada da fare per portare il pil a crescere più dell'1,5%». Intanto il numero uno della Bce Mario Draghi, in audizione al Parlamento europeo, ha affermato che «l'Eurozona ha un economia che resiste meglio agli choc esterni» ma «non esiteremmo a intervenire» nel caso si materializzassero rischi alle prospettive economiche.
S&P smonta le stime di Renzi
Ripresa tiepida per bassi salari L’agenzia di rating non condivide l’ottimismo del premier
