Economia

Profumo e Viola restano in sella a Mps

Il cda conferma la fiducia ai vertici. L’ad ritira le sue dimissioni

Lo psicodramma di Siena, dove ieri il primo cda del 2014 rischiava di gettare al macero i soldi dei contribuenti o comunque di fermare il faticoso processo di risanamento del Monte dei Paschi di Siena, ha avuto l’epilogo da commedia dei buoni sentimenti. I vertici della banca, Fabrizio Viola e Alessandro Profumo, entrati dimissionari nella riunione sono stati riconfermati sulla plancia di comando. La Fondazione che controlla l’istituto ha raggiunto il suo obiettivo, quello di proteggere il suo patrimonio. Ognuno ha recitato la sua parte fino in fondo e alla fine, almeno per ora, i dissapori e i contrasti sono stati rimessi nel cassetto. L’interesse a salvare la banca e il patrimonio e soprattutto la pressione del Tesoro e di Bankitalia, poco inclini in un momento del genere a gestire una possibile crisi bancaria hanno fatto il resto. Tutto rientrato insomma. Così il cda ha condiviso il quadro economico, finanziario e operativo illustrato dall'ad che, tra l'altro, si è soffermato sull'attività svolta negli ultimi due anni di gestione, con particolare riferimento alle problematiche emerse, alle azioni intraprese per la loro soluzione e ai risultati raggiunti. Al termine dell’esame della situazione, l’ad ha ritenuto doveroso mettere a disposizione del cda il proprio mandato. Il cda ha confermato all’unanimità la propria fiducia all’ad tenuto conto dell'interesse della banca, formulando altresì l'auspicio che, sulla base delle dichiarazioni di Fondazione Monte Paschi di Siena, la stessa Fondazione sia in grado di procedere alla dismissione della partecipazione in Bmps in tempi rapidi, con un impatto positivo per realizzare l'aumento di capitale. Sulla base di tale presupposto Fabrizio Viola, avuto riguardo all'interesse della Banca, ha ritirato le proprie dimissioni. Ribadita la fondatezza delle ragioni che sottendono la esigenza di ricapitalizzazione, il cda e il management della Banca sin d'ora effettueranno ogni ragionevole sforzo al fine di eseguire con successo l'operazione di aumento di capitale nei tempi più rapidi compatibili con i termini deliberati in assemblea ed alle migliori condizioni consentite nell'attuale contesto. Il cda ha infine deliberato di avviare taluni approfondimenti di natura tecnico legale riguardo gli eventuali effetti dannosi conseguenti allo slittamento dell'operazione di aumento di capitale rispetto ai termini originariamente proposti dal Consiglio.

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