Continua la discesa dello spread. Il differenziale tra i Btp e i Bund tedeschi ieri ha toccato i minimi da due anni sfiorando quota 230 punti. Il rendimento del decennale italiano è sceso fino al 4,18% sul mercato secondario. La Borsa festeggia questo risultato e Piazza Affari mette a segno la migliore performance tra i mercati europei con l'indice Ftse Mib che sale dell'1,23% a 17.677,77 punti. Se questo trend dello spread dovesse continuare si avrebbe un effetto positivo sui conti pubblici con una riduzione della spesa per interessi sul debito e il conseguente stimolo all’economia. Ogni calo di un punto percentuale del rendimento medio sul debito pubblico (2.076 miliardi, di cui poco più di 1.700 miliardi rappresentati da titoli di Stato) consente un risparmio in termini di minori costi per il rifinanziamento del debito tra i 17 e i 20 miliardi, diminuendo la velocità con cui il debito stesso aumenta. Lo spread è anche il fattore di riferimento del sistema finanziario e condiziona la domanda e l’offerta di credito. Tant’è che la reazione più vistosa al calo del differenziale l’hanno avuta i titoli bancari che ieri hanno messo a segno importanti rialzi: Intesa Sanpaolo +6,4%, bene anche Ubi Banca e Bpm ( rispettivamente +2,48% e +3,59%) oltre il 2% anche per Mediobanca. Il calo dello spread al momento l’unico fattore positivo in uno scenario che continua ad essere preoccupante. Secondo il centro studi della Cna, la confederazione dell’artigianato e della piccola e media impresa, c’è il rischio che a fine anno i disoccupati salgano a 3,5 milioni, ovvero 400.000 in più. A giugno il numero degli occupati, circa 22 milioni e mezzo, ha raggiunto il valore più basso da dieci anni. Il Centro Studi Cna insomma ritiene che della crisi «forse non abbiamo ancora toccato il fondo». Nei primi sei mesi del 2013 il numero di ore autorizzate di cassa integrazione è stato di circa 548 milioni, con un incremento di quasi il 4,6% rispetto al 2012, il livello più alto a partire dal 2009. Le costruzioni e l’industria continuano a essere i settori più colpiti dalla crisi. Le ore di Cig autorizzate nelle costruzioni sono aumentate di 7,8 milioni (+13,7%) mentre quele nell’industria sono cresciute di 22,3 milioni, il 6,4% in più. L’altra faccia della disoccupazione è l’aumento del precariato. Secondo l’Istat i sottoccupati part time rappresentano il 2,4% delle forze di lavoro.
Spread giù ma è ancora allarme lavoro
Il differenziale Btp-Bund scende a quota 230. Piazza Affari vola (+1,2%)
