Economia

Milano «è» il made in Italy e le griffe la preferiscono

Il capoluogo lombardo è sempre il più gettonato dalle boutique del lusso e dai buyer russi e cinesi

Eppure Milano, a dispetto di amministrazioni e quant’altro, è diventata il brand d’Italia, la capitale sempre e comunque delle aziende tricolore e con l’Expo mondiale ormai alle porte, vetrina internazionale non solo per il made in Italy. Un esempio per tutti? Cartier, il più prestigioso marchio di orologi, punta deciso sulla città dei Navigli. E non solo considera lo storico negozio di via Montenapoleone uno dei templi della maison (gli altri si trovano, per dire, a Parigi in Rue de la Paix, a Londra in Bond Street e a New York nella Fifth Avenue), prova ne è che lo ha completamente ristrutturato e inaugurato qualche mese fa con tutti i vip del mondo e Monica Bellucci per regina. Ma anche ha scelto Milano come centro del mercato sud-europeo con un nuovo direttore di Cartier sud Europa, Francois-Marc Sastre che lavora in un ufficio luminoso ed ipertecnologico ai piani alti della Diamond Tower, una delle torri della Defense milanese vicino alla stazione Garibaldi. D’altronde il nostro Paese è il terzo mercato del vecchio continente per questa griffe di orologi che ha una storia di 170 anni, ma è dinamica, pragmatica e adesso più che mai femminile con la nuova collezione Paris Nouvelle Vague. Per il manager di Cartier l’Italia è ancora ricca di possibilità, pur con la crisi. Perché a Milano dove vengono a comprare russi e cinesi, anche il mercato interno sta dando segni di reazione, lentamente sì, ma si sta riprendendo. Tant’è che Sastre non ha dubbi ed è pronto a scommettere sull’Italia, ad ampliare il mercato, a consolidarsi dopo Milano anche a Roma e a Firenze e a migliorare in primo luogo la rete dei retailers. Ma la città non attrae solo stranieri, c’è un altro esempio ed è tutto italiano. Il Gruppo Gessi, la prima azienda italiana di arredo-bagno e rubinetteria (da sola copre il 13 % delle esportazioni nazionali), ha aperto infatti una nuovissima show room in via Manzoni, nel cuore del quadrilatero della moda, in tutto 1500 mq disposti su più livelli che hanno riorganizzato lo spazio di un vecchio cinema all’interno di in un palazzo storico affacciato sul Giardino Trivulzio. Costo dell’operazione 12 milioni di euro ma il risultato è adeguato. Perché lo «Spazio Gessi» rivoluziona tutto quello che avete in mente riguardo al bagno. Il suo scopo è di creare la vostra spa, personalizzata e irrepetibile, un ambiente su misura e assolutamente esclusivo, un insieme di benessere e ben-vivere coniugato al design, all’ecologia e all’high-tech. E la scelta di Milano non è casuale, come ha spiegato Gian Luca Gessi, fondatore e ad del Gruppo Gessi che a fine anno dovrebbe raggiungere i 135 milioni di fatturato (+21 % rispetto al 2012) e prevede solo nell’alberghiero 30 milioni di euro entro i prossimi tre anni. Le ragioni sono sempre le stesse, perché Milano rappresenta il made in Italy più creativo e di successo, quello che associa stile e tecnica, qualità e originalità, e con l’expo diventerà una piazza internazionale di tutto ciò che è italiano.

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