Economia

Edilizia, in sei anni perso il 29% degli investimenti

Rapporto dell’Ance: il 2012 il periodo più nero , sono fallite 11.177 imprese

Il settore delle costruzioni edili archivia il 2012 con una perdita di volumi d'affari doppia rispetto agli anni '90 e per il 2013 si stima una caduta degli investimenti del 5,6% confermando il trend «nero» che, negli ultimi sei anni, vede un calo complessivo del 29% degli investimenti. Lo scenario arriva dall'Ance, l'Associazione nazionale Costruttori Edili, che ha presentato oggi a Roma i dati dell'Osservatorio Congiunturale delle Costruzioni del 2012 con le stime per il 2013, cui ha partecipato il presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti. Dall'inizio della crisi nel 2007 ad oggi, anche l'occupazione del settore segna un crollo con 446 mila posti di lavoro persi che, considerando anche i settori collegati alle costruzioni, toccano una quota di ben 690mila posti di lavoro in meno. Il 2012 è stato l'anno «più nero per le costruzioni» rileva l'Ance. In questa crisi sono fallite 11.177 imprese di costruzione, su un totale di circa 48.500 aziende chiuse di tutti i settori economici in Italia con circa il 23% dei fallimenti. Ma se muore l'edilizia, «muore anche la filiera» afferma l'Ance. Si arena la produzione di cemento con un calo del 22,6% delle quantità consegnate. E stessa sorte si è registrata lo scorso anno per il legno. Il mercato dell'edilizia-arredo ha visto infatti crollare il proprio fatturato del 19%. Insomma, afferma l'Ance, «abbiamo toccato il fondo».

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