Economia

Meno perdite per MontePaschi La Borsa premia Siena: +9,3%

Nei primi 3 mesi rosso di 100 milioni contro la stima di 154

La trimestrale della svolta del Monte dei Paschi di Siena, ancora in rosso ma con perdite più basse delle stime degli analisti, ha spinto Mps in Borsa, dove il titolo ha guadagnato il 9,39% a 0,231 euro toccando i massimi dallo scorso febbraio. A mostrare l’interesse che hanno suscitato i risultati negli investitori anche i volumi degli scambi pari a quasi 468 milioni di azioni, circa sette volte la media mensile degli ultimi 30 giorni. In sintesi la notizia che ha messo le ali al titolo è che, al 31 marzo scorso, la banca senese ha accusato una perdita di 100 milioni di euro, superiore agli 89 dello stesso periodo dello scorso anno, ma migliore rispetto alle stime degli analisti che scommettevano su un «rosso» di 154 milioni. Mps ha beneficiato anche delle notizie riportate durante la conference call con gli analisti dall’ad della banca, Fabrizio Viola, che si è impegnato a lavorare «pancia a terra fino all’ultimo giorno dell’anno per tentare di pagare per cassa gli interessi sui Monti bond» e quindi evitare di fatto la nazionalizzazione della banca. Questa dichiarazione apre la strada alla possibilità che la banca torni in utile al più presto. Solo in quel caso, infatti, la restituzione degli interessi può essere saldata in contanti. Intanto il Monte dei Paschi presenterà a Bruxelles il prossimo 17 giugno il piano di ristrutturazione legato all’aiuto pubblico ricevuto. Il via libera della Commissione europea è l'ultimo tassello per i Monti bond che la banca ha già emesso a febbraio per 4,1 miliardi. Il management della banca ha anche sottolineato che entro settembre completerà la chiusura di 400 filiali, in anticipo sui piani dell’istituto. Per ora il risultato è negativo e arriva a fronte di un margine d’interesse sceso a 597 milioni (-32,4% su base annua) e a una raccolta complessiva che ha frenato (-1,6%) rispetto alla fine del 2012 (a 246 miliardi) pagando in particolar modo l’andamento negativo di quella indiretta. Quella diretta, fatta di conti deposito e obbligazioni, invece è rimasta stabile a 135 miliardi. Un altro segno positivo perché dissipa il timore della fuga dei correntisti dopo lo scandalo dei derivati. Sul lato dei ricavi la banca guidata da Viola è sembrata ottimista. Nonostante «il clima sfavorevole per l’effetto mediatico» scatenato dallo scandalo derivati e dall’inchiesta Antonveneta, nel corso del trimestre il gruppo ha stoppato il «trend di flessione dei ricavi», mentre le masse intermediate sono risultate sui livelli di fine 2012. L’ad ha anche ribadito l’effetto positivo dell’andamento dello spread sul portafoglio titoli e derivati nel trimestre. Quanto al piano taglia-costi e cessioni, nel corso del trimestre l’organico è sceso di 1.541 unità su dicembre con ulteriori 225 uscite previste entro giugno. Intanto, sono stati chiusi 96 sportelli e sono previste altre 200 entro settembre, anticipando di due anni l’obiettivo iniziale di 400 chiusure. «Il risanamento non passa solo dal taglio dei costi ma dall'aumento dei ricavi» ha detto Viola. Infine la fondazione Mps, che ieri ha approvato il nuovo statuto da inviare al Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha venduto, tra marzo e aprile, a 12,5 milioni di euro un altro 0,5% della banca.

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