Ricavi un po’ migliorati ma utili ancora in sofferenza. E una strategia di espansione all'estero, diversificando la produzione, soprattutto in paesi come il Brasile. Il Gruppo Barilla (che comprende Barilla G. e R. Fratelli e Lieken), ha chiuso il 2012 con un fatturato in aumento del 2%, a 3.996 milioni rispetto ai 3.916 registrati nel 2011. Mentre l'utile netto consolidato a 60 milioni di euro, segna un calo del 21%. Questa perdita, come hanno spiegato l'ad Claudio Colzani e il presidente Guido Barilla durante la presentazione dei conti questa mattina, è dovuta al perdurare della crisi economica e alla volontà di non far pesare l'aumento delle materie prime sui consumatori. Anzi il presidente assicura che anche per il 2013 non ci saranno aumenti di listino. Basti pensare che solo in Italia, la crisi dei consumi ha portato a una riduzione dei volumi di vendita l'anno scorso pari al 3%. La gestione operativa ha risentito del prolungamento della recessione globale, che è stata particolarmente acuta nel nostro Paese, dove Barilla ha realizzato circa il 40% del proprio fatturato nel 2012. Nel 2012, il margine operativo ricorrente al lordo degli ammortamenti e delle svalutazioni delle immobilizzazioni materiali e immateriali a Ebitda - è stato pari a 433 milioni di euro, in calo del 9,2% rispetto ai 477 milioni di euro del 2011. Quanto alla indebitamento netto, si è attestato a 574 milioni di euro a fine 2012, in calo rispetto ai 688 milioni di euro registrati a fine 2011. Il debito si è ridotto a circa 1,3 volte l'Ebitda.
Barilla, utile in calo ma i prezzi restano fermi
Il risultato netto consolidato del 2012 a 60 milioni di euro, segna un calo del 21%. L’ad Colzani: la perdita causata dalla crisi ma anche per il 2013 non ci sarano aumenti di listini
