"La luce in fondo al tunnel della crisi davvero non si vede ancora. Senza crescita e coesione l'Italia è perduta". È amaro il messaggio lanciato dal presidente di Rete Imprese Italia Carlo Sangalli. Che, parlando all'assemblea dell'associazione, aggiunge: "Se ne traggano dunque tutte le conseguenze". Dopotutto il quadro che emerge dalla ricerca Cer-Rete Imprese è tutt'altro che incoraggiante. "Negli ultimi sei anni, tra il 2007 e il 2013, - si legge - la competitività italiana è diminuita del 5,2% mentre quella tedesca, nello stesso periodo, è aumentata di oltre il 6%". Occorre intervenire subito anche perché, in assenza di "una sensibile accelerazione della crescita, le imprese italiane potrebbero trovarsi nella necessità di operare tagli di occupazione compresi fra 400 e 650 mila unità". Secondo l'analisi la perdita di Pil reale rispetto al 2007 raggiungerà a fine 2013 i 121 miliardi di euro (-8,1%) mentre nel 2017 il livello del prodotto reale sarà ancora inferiore del 2,9% rispetto ai valori pre-recessivi (2007). Di fronte a questo quadro, un obiettivo minimo potrebbe essere l'aumento di almeno lo 0,5% del tasso medio di crescita del Pil, nel periodo 2014-2017, portandolo dall'1,4% stimato dal Def in prossimità del 2% consentendo così di recuperare il valore 2007. Insomma per tornare ai livelli pre crisi ci vorranno 10 anni, un arco temporale senza precedenti. E anche il confronto con la grande depressione degli anni '30 è impietoso: in quel caso il livello di Pil pre crisi fu recuperato dopo 7 anni. Drammatico, poi, il bilancio degli effetti della crisi sul sistema produttivo: nel 2013, 26,6 miliardi in meno di Pil, 22,8 miliardi in meno di consumi, 249 mila chiusure della attività commerciali e dell'artigianato.
Senza crescita a rischio 650mila posti di lavoro
Ricerca Cer-Rete Imprese. Il presidente Carlo Sangalli: "La luce in fondo al tunnel della crisi davvero non si vede ancora"
