Economia

Diamo più spazio al territorio per rinascere

di Riccardo RiccardiIl valore delle diversità è una attrattiva italiana. La ricchezza del nostro paese è data dalla specificità delle differenze locali. Ma conoscono il territorio coloro che lo...

Il valore delle diversità è una attrattiva italiana. La ricchezza del nostro paese è data dalla specificità delle differenze locali. Ma conoscono il territorio coloro che lo vivono? È una grave lacuna che impedisce lo sfruttamento di ricchezze che potrebbero migliorare il tenore di vita. La storia va conosciuta non per ritornare ad un passato che non esiste ma per cementificare le radici, fondamenta del nostro essere. Le vicende alle quali stiamo assistendo ci sbigottiscono. C'è una giusta maniera per protestare. Solo che si sappia perché si protesta e che cosa si vorrebbe che cambi. Tommasi di Lampedusa nel suo memorabile romanzo Il Gattopardo fa affermare a Tancredi giovane siciliano pronto ad arruolarsi nei garibaldini "dobbiamo cambiare tutto affinché non cambi niente". L’Italia nell'arco di un secolo è passata dalla economia rurale a quella industriale. Siamo diventati una potenza manifatturiera. Partendo dal territorio dove sono prosperate numerose piccole imprese. La tenacia, la fantasia, il senso del sacrificio hanno creato benessere. Si diceva che piccolo è bello. Frase demonizzata nella convinzione che le nostre erano aziende nane. Ora le piccole non nascono ma muoiono. Che fare? É necessario che, in un contesto sociale coeso, torni a prevalere il senso della individualità, basato sul rischio e non sull'egoismo. Si riscopra l'attualità economica rurale che vuol dire agricoltura, turismo, cultura, tutela di un territorio da difendere. Fiducia e non ottusa burocrazia a chi vuole far rivivere borghi, cascine e casolari. É interesse comune una attività che attrae. Non museo all’aperto ma vita pulsante, aria, opportunità di lavoro. I giovani abbiano un orizzonte ampio. I tempi sono cambiati il percorso è diverso da quello dei padri. L’economia si regge se, singolarmente, a tutti i livelli, ci si impegna duramente. Girando nel territorio scopriremo piacevoli sorprese. Non ghetti cittadini degradati. Ma uomini che lottano, intraprendono e si sacrificano. Raccolgono poco ma sono ricchi perché amano il duro lavoro che consente di vivere l’originale diversità del loro territorio, che ha spazio per giovani che vogliono il cambiamento. Reale, non gattopardesco.

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