Approfitta subito della promozioneSconto del 30% sugli abbonamenti digitali annuale e biennale
Sconto del 30% sugli abbonamenti digitali annuale e biennale
Economia

Draghi: Bce ultimo baluardo dell'euro

Un segnale politico immediato in modo da cementare l'aspettativa che l'eurozona è in grado di fronteggiare la crisi del debito sovrano concordando nuove regole comuni per le politiche di bilancio, con impegni precisi da parte dei governi. Obiettivo: approfondire l'integrazione economica nell'unione monetaria. Importante è dare ai mercati un segnale a breve perché le decisioni prese finora a livello dell'Eurozona e nei singoli paesi in difficoltà non hanno avuto effetti sostanziali. E' questo il messaggio o, meglio, la richiesta della Bce ai governi a una settimana dal vertice ue (8-9 dicembre) espressa dal presidente Mario Draghi nella sua prima audizione all'europarlamento. Una nuova struttura di bilancio per l'Eurozona Un'indicazione arricchita da un particolare: la Bce è piuttosto fredda sull'idea franco-tedesca di giocare tutta la partita sulla modifica del trattato Ue per concentrare ancora di più i poteri di controllo sulle politiche di bilancio. Draghi naturalmente non ha escluso questa possibilità, ma il suo intervento è andato in una direzione precisa: è necessaria una decisione che guardi all'oggi, che dia risposta alle domande finora inevase. E' il solo modo per convincere i mercati che l'eurozona procede davvero verso una integrazione economica compiuta, con regole certe e comportamenti credibili dei governi e dei parlamenti nazionali. Draghi ha indicato anche lo strumento: un accordo tra i governi eurozona per regole comuni sui bilanci (lo ha chiamato 'fiscal compact') sulla scorta del modello federale della bce: così come esiste una politica monetaria comune con una banca centrale indipendente e un singolo obiettivo (mantenere la stabilità dei prezzi), sul piano delle politiche di bilancio occorre una struttura "che esprima l'essenza delle regole di lancio e degli impegni assunti dai governi assicurando che questi siano pienamente credibili, individualmente e collettivamente". Draghi non ha chiarito se pensa in prospettiva a un'autorità unica di bilancio nell'Eurozona, ma di un "ministro" Eurozona aveva parlato qualche tempo fa Jean-Claude Trichet come di una esigenza nel medio-lungo termine. Dare ai mercati un segnale a breve Aldilà della terminologia Draghi chiede chiarezza sul processo politico nell'Eurozona, una scelta immediata non legata ai tempi e alle incertezze di una lunga e faticosa maratona da trattato per ricostruire la fiducia: il primo passo è l'accordo sulle regole di bilancio, il secondo è la messa in opera del fondo salva-stati (efsf), il terzo è la risposta dei singoli paesi sotto tiro. Questi ultimi hanno raggiunto risultati, i cambiamenti di governo che si sono succeduti nell'unione monetaria non hanno invertito la sfiducia dei mercati, ora le politiche definite vanno attuate. Ciò conta sono i risultati sapendo che non di solo consolidamento di bilancio si tratta, ma di rilanciare la crescita e la competitività attraverso riforme strutturali. Quanto più il "quadro politico" dell'Eurozona è chiaro tanti più margini avrà la bce per agire garantendo al sistema la liquidità necessaria con gli interventi non convenzionali (cioè l'acquisto di bond sovrani). Draghi non lo ha detto in questo modo, naturalmente, ma questa è la natura del "gioco" in corso a patto che non si continui a strattonare la bce da una parte e dall'altra. Draghi è stato molto secco: io agisco sulla base del trattato e le misure non standard servono a garantire la liquidità al sistema finanziario e alle banche in modo da assicurare la trasmissione efficace della politica monetaria all'economia. Tali misure non sono eterne e illimitate e la bce non è un prestatore di ultima istanza dei governi, ma solo delle banche solvibili. D'altra parte il quadro economico è in fase di peggioramento. Draghi ha indicato che è in corso una "seria restrizione del credito" e che le prospettive non sono buone nè per il credito nè per la crescita. Un chiaro segnale che la bce è pienamente "consapevole" che siamo ancora in mezzo alla crisi.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.