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Trichet: accelerare riforme strutturali

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Jean Claude Trichet, presidente della Banca Centrale Europea

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"La crisi del debito in Europa ha rivelato le debolezze dell'eurozona, ma ha anche creato la volontà di continuare a tenere le spese pubbliche sotto controllo". Non tutti i mali vengono per nuocere, dunque. A dirlo è stato il presidente della Bce Jean-Claude Trichet, nel corso del suo intervento al convegno presso l'Istituto Montaigne di Parigi. Il governatore ha infatti ricordato che negli anni del boom economico molti Stati europei hanno permesso ai propri deficit di crescere ben oltre il limite previsto dalle normative. Un azzardo che ha portato Paesi come la Grecia e il Portogallo sull'orlo della bancarotta, minacciando l'intera eurozona e costringendo le economie più forti a intervenire in loro soccorso.   Ecco perchè, rilancia Trichet "è necessario implementare immediatamente tutte le decisioni prese a luglio dai capi di stato e governo europei", relative al programma di salvataggio per i Paesi in difficoltà e il varo di un secondo piano di aiti per la Grecia. Esempio virtuoso è quello della Germania, che ha beneficiato delle riforme introdotte nel mercato del lavoro ben prima dell'inizio della crisi. E, se i singoli Stati non provvederanno da soli, sarà l'Unione Europea a intraprendere degli interventi centralizzati per il risanamento dei bilanci. E così, il numero uno della Bce lancia la proposta di una governance europea per la quale chiede un rafforzamento dell'accordo sul patto di stabilità e di crescita e uno scorporo del settore finanziario per sottrarlo dal rischio di default del debito sovrano. L'eurozona, infatti, soffre ancora di "barriere strutturali alla crescita" e il mercato unico "è ben lontano dall'essere completato" ha concluso Trichet.  

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