ROMA — Il governo sta studiando un meccanismo per frenare l'impatto del caro-materie prime sul settore degli appalti.
«L'esecutivo sta dimostrando grande attenzione e sensibilità nei confronti di un problema che esiste e va affrontato con forte responsabilità da tutti i protagonisti del mercato» dichiara l'esponente di Alleanza nazionale. «Le istanze del settore sono sicuramente comprensibili e, al di là del caro-acciaio per il quale è in discussione una bozza di decreto cui stanno lavorando i dicasteri delle Infrastrutture, dell'Economia e delle Attività produttive, stiamo operando per verificare la possibilità di un rimborso agli appaltatori» spiega Martinat. L'ipotesi è quella di un meccanismo per il quale entro 30 giorni dall'entrata in vigore del decreto, le stazioni appaltanti provvedano a revisionare i propri prezzari. «E questo - spiega il vice ministro - può valere per i materiali siderurgici ma anche per gli altri prodotti del comparto edilizio come il bitume e il cemento». L'aggiornamento dei prezzari dovrebbe funzionare come una sorta di ammortizzatore e riguardare non solo gli appaltatori italiani ma tutto il comparto, in modo da non incorrere alle contestazioni di Bruxelles.
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