Economia

«Nessuna riforma delle pensioni in Finanziaria»

Si allungano i tempi per la presentazione del Documento di programmazione economico

Intanto, il dato sul fabbisogno di cassa dello Stato nel primo semestre continua a far discutere e il capitolo pensioni non si sblocca, lasciando alta la tensione nella maggioranza. A quando il dpef? Si parla di presentazione a metà luglio. Il governo è in ritardo sul documento che fungerà da base per la finanziaria 2004. I tempi per la discussione in Parlamento si restringono, dal momento che le ferie di agosto incombono. Sul versante del governo c'è ancora riserbo, mentre l'ex ministro del Tesoro, Vincenzo Visco, attacca: «È del tutto evidente che non sanno come quadrare i conti e quindi stanno prendendo tempo. Non sanno cosa fare della previdenza, se metterla o no, e nel frattempo le cose per i conti pubblici vanno molto male». Imprenditori e sindacati sono sempre più perplessi: «Ci auguriamo che il Dpef abbia politiche e riforme strutturali- ha detto il direttore generale di Confindustria Stefano Parisi- stiamo ancora aspettando con Cgil, Cisl e Uil che il Governo ci incontri, anche se siamo a luglio, e avrebbe dovuto farlo da tempo». Simile la posizione del numero uno della Uil, Luigi Angeletti: «Siamo preoccupati perchè il Governo non parla del Dpef. Il tempo sta passando, non vorremmo che la discussione sul Dpef si traduca in un'informativa». Intanto oggi Tremonti e Fazio si vedranno faccia a faccia per un colloquio riservato al Dpef. Il dato del primo semestre sul fabbisogno è indubbiamente positivo, avendo segnalato una diminuzione rispetto all'analogo periodo del 2002. Ma i motivi che l'hanno originato dividono le forze politiche: miglioramento strutturale secondo la maggioranza, causato dai condoni secondo l'opposizione, ma anche per il governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio. Per il sottosegretario all'Economia, Giuseppe Vegas, il dato «è positivo e fa ben sperare che il fabbisogno rimanga stabile». Per Visco «i conti 2003 marciano ad un ritmo superiore a quello esplosivo del 2002». Intanto si inasprisce lo scontro sullepensioni. Restano agitate le acque nel governo. La Lega si oppone a interventi sulle pensioni diversi da quelli inseriti nella legge delega all'esame del Parlamento ed è comunque contraria a misure inserite nella finanziaria. «Non ho cambiato opinione, rispetto quelle degli altri e le decisioni del Governo- ha ribadito il ministro del Lavoro, Roberto Maroni- e questa è l'opinione di un ministro, e di una delle componenti del Governo, come la Lega. Aspetto di sentire quali sono le intenzioni del Governo. Prima ci sarà la verifica di Governo e poi il confronto con i sindacati».

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