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l'eterna coppia

Al Bano si confessa da Costanzo e va in onda la dichiarazione d'amore a Romina Power

Al Bano si confessa da Costanzo e va in onda la dichiarazione d'amore a Romina Power

Al Bano e Romina Power

Un amore al capolinea e un amore mai finito. Al Bano Carrisi si "confessa" da Maurizio Costanzo che torna su Canale 5 con "L'intervista". La magia di questo programma sta nelle immagini e nelle parole dell’intervistato che combaciano perfettamente. Il conduttore tv riconosce i meriti ma non indulge in toni celebrativi, comprende ma non asseconda passivamente. E piano, piano, come fosse una nuvola di anelito al freddo, viene fuori l’anima dei personaggi. Almeno così è successo con il cantante: uomo solido e inedito.

Gli esordi
Il racconto è iniziato dagli albori, da quando il cantante di Cellino San Marco, figlio di contadini, si divideva tra campi e scuola. A sei anni aveva già capito quale sarebbe stato il suo futuro fino a prendere il treno per Milano dove ha lavorato come pittore, cameriere e operaio alla catena di montaggio Innocenti. “Mio padre mi disse che sarei tornato presto perché avrei sentito nostalgia dei miei luoghi, non aveva capito che io ero più capa tosta di lui. Che tempi a Milano, avevo recuperato una casetta in via del Ciambellino. Un collega mi prendeva in giro alla Innocenti perché cantavo e gli dissi: attento, un giorno dovrai pagare per sentirmi cantare”.

Fra i ricordi anche un retroscena, quello su pane e ananas. “È vero che eri così povero che mangiavi pane e ananas pensando fosse la tua carne?”. “Non avevo mai sentito la parola ananas, mai. Andando in un supermercato vicino alle scatolette della carne c’erano quelle di ananas, pensai che fosse un tipo di carne che non avevo mai sentito e poiché costava molto di meno ed era più grande la provai. Mi feci una settimana a pane e ananas e diventai ancora più magro”. Costanzo è sorpreso dalla voce sempre uguale nonostante il trascorrere del tempo: “Non ho mai cambiato tonalità nelle mie canzoni e una volta che l’ha fatto il mio maestro, me ne sono accorto subito e gli ho intimato di non farlo mai più. Non mi diverte, devo sentire il brivido”.

La vita artistica di Al Bano cambiò grazie all’incontro con il clan Celentano. Lesse che cercavano voci nuove e si presentò al provino dove c’era il fratello di Celentano e il maestro Pino Massara. La prima serata nel 1967, aveva appena finito un disco per l’estate: “Me la ricordo. 200.000 lire per la prima serata, era tanto. L’ho piazzate sul mio letto di una pensione e mi sono tuffato dentro. Un mare di soldi. Era la canzone “Nel sole” che stava prendendo piede”. L’anno successivo venne il Festival di Sanremo condotto da Pippo Baudo: “All’epoca il grande botto televisivo arrivava con il programma 7 voci, partecipai per 4 puntate e poi ho dovuto mollare perché non avevo altre canzoni. Già lì mia madre mi disse che la casa era diventata un santuario. Le stesse cose viste con Modugno le ho viste con me. Cantai con lui a Canzonissima e chi se lo dimentica!”. Costanzo sottolinea: “C’era questo destino pugliese che si andava configurando. Modugno aveva dentro il sacro fuoco dell'arte”.

Felicità è Romina Power
Maurizio Costanzo manda la clip dove canta con Romina Power "Felicità”, belli, giovani e innamorati, poi subentra “Nostalgia canaglia”, la separazione difficile e il recente riavvicinamento. Al rientro in studio, Al Bano ha gli occhi che brillano e per la prima volta si leva la corazza da uomo integerrimo del Sud: “Bella storia devo dire. Incredibile per molti versi. Quando mi fermo a guardare il mio abbecedario vitale e vedo nato nel Sud Italia, figlio di contadini, deciso a voler fare quello che sentivo dentro, mentre dall’altra parte dell’Oceano c’era una ragazza che nasce a Los Angeles figlia di due divi, un incontro casuale sul set del film Il Sole. La storia nasce negli ultimi tre giorni, lei non sapeva chi fossi io e io chi fosse lei. Baci, abbracci sentiti, forti e poi ero diventato trasparente. Mi chiedevo se tutti gli americani fossero così. Poi abbiamo fatto un altro film insieme ed era fredda. Sì, dopo quei tre giorni sparì. Me ne feci una ragione. Però un anno dopo mi richiama e io non ci credevo, dissi al mio amico Romeo: “Se mi devi prendere in giro almeno usa un altro nome, non Romina”. Era appena tornata dall’America e mi aveva chiamato. Feci un salto in alto come quelli dei Masai, avrei potuto vincere una gara. Ci siamo rivisti e sono nati 4 figli”. Al Bano è emozionato, ferma il racconto e beve.

“È vero che tua madre Jolanda non credeva in questa storia? E cosa aveva di speciale questa ragazza americana?” chiede Costanzo. Il cantante: “Vero, per mia madre era figlia di attori e non aveva il senso della famiglia, ti troverai male, ma le risposi che io la conoscevo e lei no. Quando si sono conosciute, si sono amate e rispettate e ancora oggi è così. Romina era speciale perché nei momenti di pausa dei film si allontanava e stava da sola. Scriveva, leggeva, faceva la maglia. Mi ha affascinato questo mondo fatto di silenzi, era intelligentemente appartata. La mamma Linda Christian? È vero che non le ero simpatico, era una strana donna, vedeva le cose sempre in ritardo. Aveva quest’odio, so che diceva alla figlia di giocare con me e poi mollarmi. Quante me ne ha fatte passare quella donna!! Però alla fine mi amava. Quando Romina se n’è andata, era dalla mia parte”.

Al Bano rivela che nel 1969 ha scritto parecchie canzoni per lei e una era “Acqua di mare”. La a esortai a interpretarla, mi ha ascoltato e fu il boom di quell’estate al Festivalbar: “È stato un bel momento. Nel 1970 decidemmo di fare un duetto, la canzone era "Giochi proibiti". Il vero lavoro insieme iniziò nel 1975 con il brano "Dialogo", un successo in Italia e in tutto il centro e sud America”.

Con tatto Costanzo affronta il tema della separazione : “Eravate una coppia regale, 4 figli, poi si è rotto qualcosa e il 3 marzo 1999 hai dichiarato che eri costretto a separarti perché la Romina che amavi non c’era più. Che vuol dire?”, Al Bano svela: “L’ho detto ben 8 anni dopo le iniziali difficoltà. Quando ho capito che non c’era più alcuna possibilità di salvare quell’unione. Io non volevo nascondere la nostra realtà attuale e rilasciai la dichiarazione ufficiale. Ho anche pensato che lei da americana avesse il tarlo del divorzio”.

Il cantante però si lascia andare a una considerazione che mette in luce quanto fosse profondo il suo amore per Romina: “Mi sono sempre detto, durerà un giorno, una settimana, un anno, non voglio perdermi un minuto della mia esistenza con lei perché era una favola, tutto sapeva di creatività. C’era creatività tra noi sotto tutti i punti di vista”.

Costanzo gli ricorda dell’uso di psicofarmaci e Al Bano non si sottrae: “Fu dopo, sai ti senti uno sconfitto, una cosa del genere sa di sconfitta e dovevo trovare qualcosa per dormire. Lavoravo tantissimo, mi stancavo, ma non c’era niente da fare. Ho cominciato a trovare pace con il lexotan ma lo lasciai perdere e mi tuffai nella preghiera. Sentì che più ne facevo più stavo meglio, mi rasserenavo. La fede mi ha salvato”. E ora come stanno le cose? “Io la reputo la mia migliore amica, purtroppo quella magia dell’amore è stata violentata e non penso di poter guarire da questo dolore. La cosa fantastica è che c’è un rispetto che supera l’amore. Seppur con titubanza da parte mia, siamo tornati a cantare insieme. Io non ero convinto che lei accettasse e invece ha detto sì, volle abbassare la tonalità e per me fu una coltellata ma accettai”. E arriva un’altra dichiarazione che spiega l’addio di Loredana Lecciso: “Sai cosa Maurizio? Con Romina sono riuscito a ritrovare quell’Al Bano divertente, ci divertiamo sul palco, ci punzecchiamo, ridiamo di noi e abbiamo recuperato la nostra parte di umanità”.

La scomparsa di Ylenia
Il 6 gennaio 1994 scompare nel nulla Ylenia la primogenita. Al Bano è una maschera di tristezza: “Sono quei dolori che non passano mai”. Costanzo si muove in punta di piedi: “Che bambina era?”. “In lei c’era il meglio sotto tutti i punti di vista. In tre anni ha imparato a scrivere, leggere e parlare russo. L’ho scoperto guardando i suoi diari, quando non voleva farsi capire scriveva in russo. Era un geniaccio”. Il giornalista ricorda le strumentalizzazioni di una vicenda che scosse l’Italia e Al Bano: “La cosa più squallida che ho trovato in quel periodo fu che al TG1 dissero che tenevo nascosta Ylenia in casa per farmi pubblicità. Mi squartarono l’anima ancora una volta. Fu terribile. E pensare che lo disse un grande nome, non dico chi è perché non me lo sarei mai aspettato da un telegiornale nazionale. Chiamai in diretta. Quando un essere umano si trasforma in iena non esiste bene. Il ricordo di Ylenia che mi accompagna sempre? Non c’è un ricordo, lei è il ricordo, è una ferita sempre aperta. Andò al King’s College di Londra grazie a una borsa di studio. È un College di eccellenza e avrei speso ben volentieri quei soldi e invece non mi fece spendere un euro. Quando si metteva in testa una cosa era peggio del padre. La fede mi ha salvato moltissimo. Sono un buon cristiano e devo essere in grado di capire il disegno di Dio quando ti prendono un figlio e te lo ammazzano”.

Al Bano smentisce che Ylenia abbia causato la separazione: “No, fu una tregua. Non c’è mai stata vera guerra con Romina, ma avevo capito che da parte sua il rapporto si era frantumato. Non so darmi una spiegazione né lei me l’ha mai data. Forse si era stancata di quel tipo di vita, dell’andamento naturale”.

Mamma Jolanda
Costanzo: “Vi assomigliate tantissimo, ha 95 anni vero? Fece la fuitina con papà”, “Viviamo nella stessa casa. Mamma non dà consigli, detta legge! Ancora a 74 anni tenta di farmi delle imposizioni”. Il giornalista: “Se ti dico meloni gialli che ti ricordi?”, “La nascita di mio fratello. Io vedevo tanto trambusto e mi infilai sotto il letto. Ho sentito il parto in mezzo ai meloni da mettere nel presepe. Mamma Jolanda sognava il posto fisso, voleva tener lontani i figli dal duro lavoro della campagna. Ha cominciato a credere in me dopo i primi successi consolidati e quando andai a Milano imprecò contro di me. La capivo ma non accettavo quel modo di vivere. Io non avevo la testa dura, ma le idee chiare”.

“Tua madre non comprava mai niente per se stessa. Qual è stato il primo regalo che le hai fatto?”, “Si arrabbia se le fai regali, ricordo una collana con una croce d’oro. Ma soprattutto ricordo che quando passavamo di fronte a una masseria, lei si fermava e divideva il nostro pane con quei bambini che erano il ritratto della povertà. E lo dico da ex povero. Mia madre è per il dare più che per il ricevere”.

L’addio alle scene
“Sì, è vero, lascio a fine 2018. Me lo sono chiesto ed è l’azione più giusta che posso fare nei miei confronti. In quest’anno aggiusterò le molte cose che vanno sistemate e poi smetterò. Lo dico a malincuore, con un senso di tristezza nell’anima perché cantare è la mia energia. Vado a recuperare quell’uomo che per 53 anni è stato solo artista. Dopo tutti gli allarmi di salute, devo aspettare la botta finale?”. La voce di Al Bano è percorsa dalla malinconia: “Dopo l’infarto ho sentito che i fiati non erano più quelli, si interrompevano. Non riconoscevo più il solito Al Bano, oggi sono guarito però non mi fido, non mi fido. Sono un cantante conosciuto in tutto il mondo però ho molte altre frecce nel mio arco”.

I figli
Costanzo vuole una parola per ognuno dei suoi figli: “Yari è un artista incredibile, un bravo musicista ma non ha capito cosa vuol fare da grande. E’ ancora un viaggiatore. Anzi gli dico ora: “Yari, ti sei deciso a fare il mio mestiere definitivamente e bene?!”. Cristel è solida, colta, sensibile e raffinata come donna, ha trovato un uomo giusto. Romina jr è una bella anima e ha una bella onestà, è comica ma è alla ricerca di qualcosa che non ha trovato. Yasmine è bella come la madre, un bel carattere. Al Bano jr mi assomiglia tantissimo in tutto ma ha già detto che non canterà. Tutti e cinque si amano molto, è un piacere vederli insieme. Non si avverte la differenza di figli nati da madri diverse, mi è andata bene”. Costanzo tira fuori un’altra curiosità: “E’ vero che ti fai chiamare panonno?”, “Me lo sono inventato io perché per età sono a cavallo tra papà e nonno. Mi piacerebbe diventare nonno, Cristel è ora!”.

La nemica amatissima Loredana Lecciso
“Hai un sentimento altalenante con Loredana. E’ la tua donna ora?”, e la risposta choc di Al Bano: “Mo’ vediamo. Io non considero mai niente veramente mio, ognuno è suo e si appartiene. Mia madre non ha rivolto la parola a Loredana per tutto il tempo in cui uscì quella meravigliosa manifestazione sui giornali (lo lasciò mentre era all’Isola, ndr). Se lo poteva risparmiare. La mia vita è sempre un’incognita!”.

Costanzo incalza: “I rapporti tra Romina e Loredana?”, “Sognavo ma è rimasto un sogno che avessero rapporti cordiali. Questo miracolo non è avvenuto. Rimane amarezza anche perché a una certa età si ha l’obbligo di essere maturi”. Il giornalista tocca le corde giuste: “Mi autorizzi a dire che Loredana è il tuo ultimo amore?”, “Sempre basandoci sulle cose di oggi si lo puoi dire ma non si è mai certi”, “Perché non la sposi?”, “Perché mi sono sposato una volta, è andata a finire in quel modo e non voglio più ripetere la storia. Per me il migliore dei matrimoni è quando due sono sposati mentalmente, senza carte”. E allora Costanzo: “Con chi sei sposato mentalmente? Guardami in faccia!”. Al Bano prende tempo e dice: “Immaginalo…”.

Ci sarà
“Ti sei mai chiesto perché piaci tanto all’estero?”, “Perché la voce e le melodie sono tipicamente italiane. Ho avuto successo in Sud America, Francia, Russia, Polonia e Spagna. Ho cantato per tre Papi. Con Giovanni Paolo II fu un incontro toccante, subito dopo la tragedia di Ylenia, disse una messa per noi. Al suo cospetto, la mia voce sembrava una canna al vento. Sentivo forte la sua cristianità. Volevo cantare un’Ave Maria in Piazza S. Pietro per il suo compleanno ma non lo feci perché pensai che fosse pacchiano o criticabile. Mi sono pentito”. Costanzo vira sul Festival di Sanremo: “Ci torneresti?”, “Ci sono stato tante volte ed è sempre stato bellissimo. Chi lo sa, vediamo”, “Allora ho ragione io! Non smetti!”, “E però non mi hai fatto parlare della mia carriera. Mogli, figli, mamma”, ma Costanzo lo smentisce: “Hai sentito le canzoni, abbiamo parlato del successo all’estero, che altro mi vuoi dire?”, “Vedi come è strana la vita? Dopo la disgrazia di Ylenia, mi arrivò la notizia che ho vinto la causa contro Michael Jackson (plagiò una canzone, ndr). Ci accordammo per tenere uno spettacolo di solidarietà all’Arena di Verona purtroppo lo accusarono di pedofilia e poi è morto, ma conservo di lui un gran bel ricordo. Perché io non faccio concerti a sostegno dei bambini disagiati? Non hai idea di quanti ne faccio e sono felice di farli”.

Il papà
“Mi ha chiamato Al Bano perché andò in guerra in Albania e disse a mia madre: se nasce maschio chiamalo Al Bano e sarà la nostra fortuna. Non si è sbagliato. Ho anche il passaporto albanese perché sono stato il primo occidentale a cantare lì” . “Lavori ancora la terra?”, “Mi piace! Mi piace zapparla e toccare la diversità fra ciò che era e ciò che diventa e vedere il frutto che dà. Io ho iniziato a lavorare prima degli 8 anni e trovo sbagliato il concetto di non far lavorare i bambini, per me è stato un grande insegnamento. Penso che un’ora o due di lavoro manuale ai bambini faccia bene. Se non imparano il senso del lavoro da piccini, non lo imparano più”. Costanzo: “Il ricordo di tuo padre?”, “Quando diventai famoso, lo fermavano ma iniziava a raccontare la sua storia e io lo ascoltavo volentieri perché era un faro”. Il giornalista chiude così: “La domanda che non ti ho fatto?”, “Non ci ho pensato, ma tutto quello che si doveva dire è stato detto. Mi è solo dispiaciuto che sotto le immagini ci fosse musica americana e non la mia. Ho fatto 40 album e ce n’era di ogni tipo, dal jazz al folk, dal classico al pop”, “Sarà passato sotto le armi chi ha commesso quest’affronto, ma mi è piaciuto molto chiacchierare con te”. Buona vita.

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