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Il Praemium Imperiale stavolta snobba gli italiani

È noto come il Nobel dell’arte e della creatività. È il Praemium Imperiale, promosso dalla Japan Art Association per promuovere la pace nel mondo attraverso le arti. Ieri Lamberto Dini, Consigliere...

È noto come il Nobel dell’arte e della creatività. È il Praemium Imperiale, promosso dalla Japan Art Association per promuovere la pace nel mondo attraverso le arti. Ieri Lamberto Dini, Consigliere Internazionale del prestigioso riconoscimento, ha annunciato i vincitori di questa edizione, che saranno premiati a Tokyo il 21 ottobre con una cerimonia solenne. I magnifici cinque di quest’anno sono il giapponese Tadanori Yokoo per la pittura, il tedesco Wolfgang Laib per la scultura, l'inglese Mitsuko Uchida per la musica e i francesi Dominique Perrault e Sylvie Guillem rispettivamente per l'architettura e il teatro/cinema. Ciascuno di loro riceverà un premio di ben 111mila euro. Va segnalata anche la borsa annuale di circa 37mila euro da attribuire ad un’istituzione che promuove la partecipazione dei giovani all’arte. In questa edizione è stata scelta la Yangoon Film School di Myanmar (Birmania). Una curiosità e forse un limite della manifestazione sta nel fatto che la condizione imprescindibile per ricevere il riconoscimento è quella di assicurare la propria presenza il giorno della premiazione. E così, non potendo essere presenti per motivi di lavoro, perfino Woody Allen e Martin Scorsese non sono stati premiati pur essendo stati scelti dalla giuria internazionale. Al contrario delle ultime edizioni, quest’anno non è stato premiato alcun italiano anche se nel complesso non ci possiamo lamentare: finora sui 134 artisti prescelti ben 15 sono italiani, da Fellini alla Loren, da Piano a Pollini, da Penone a Pistoletto, da Vangi a Pomodoro. Considerato il maggior pittore giapponese contemporaneo, Tadanori Yokoo è poco noto all’estero ma la sua arte ha fatto da ponte fra la pop americana e le tradizioni nipponiche. Wolfgang Laib, premiato per la scultura, è senza dubbio uno dei più poetici artisti del nostro tempo. Simile ad uno sciamano che cerca la trascendenza nella natura, Laib usa solo materiali naturali: polline, riso, cera e latte. Il suo obiettivo è evocare una perenne circolarità della vita. L’architetto Dominique Perrault, attento al rapporto fra edificio ed ambiente, è autore fra l’altro della Bibliothéque nationale de France e della Corte di Giustizia dell’Ue a Lussemburgo. L’anglo-giapponese Mitsuko Uchida è musicista notissima per la carica introspettiva delle interpretazioni, fra cui spiccano quelle di Mozart e Beethoven. Infine, Sylvie Guillem è considerata una delle maggiori ballerine a livello internazionale, sia nella danza classica che nella contemporanea, con innovative incursioni nel mondo del teatro.

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