Doveva esserci un concerto di Madonna in Calabria, invece, si è poi rivelato solo un colpaccio della malavita. A svelare il retroscena è stato il pentito Francesco Galdi durante un colloquio con i magistrati dello scorso 27 marzo. «Volevamo organizzare un concerto truffa nel Reggino - ha spiegato il pentito - Una prevendita di biglietti, raccogliere l’incasso e poi sparire». Per adescare il pubblico il lancio pubblicitario doveva essere su Madonna: previsto un sold out in poche ore con i soldi che finiscono nelle tasche degli organizzatori prima ancora che lo staff della cantante se ne accorga per smentire la notizia. E se dovesse tutto corrispondere al vero, Galdi sarebbe stata la persona più adatta: 42 anni, conosciuto nell’ambiente con il soprannome del "Dottore" per via della laurea in economia che aveva in tasca, originario di Figline Vegliaturo, ebbe a che fare con il clan Chirillo di Paterno Calabro, ma si muoveva con disinvoltura tra tutti i gruppi criminali di Cosenza e hinterland. Era specializzato nel traffico di stupefacenti e nelle truffe. Galdi ha raccontato che per il finto concertone, invece, era prevista una riunione a Scilla per mettere a punto il piano del finto maxi concerto. Matutto finì nel nulla e quel colpaccio non si fece mai.
Il live di Madonna? Una truffa
Doveva esserci un concerto di Madonna in Calabria, invece, si è poi rivelato solo un colpaccio della malavita. A svelare il retroscena è stato il pentito Francesco Galdi durante un colloquio con i...
