Non c’è estate senza tormentone. E nove volte su dieci parla spagnolo. Che venga dalla penisola iberica o dall’America Latina poco importa. D’altronde sono anni che andiamo avanti così e la tendenza non sembra fermarsi. Da Enrique Iglesias a Alvaro Soler il passo è breve. Senza contare tutto il sottobosco dei balli di gruppo i cui estimatori riempiono spiagge, piste da ballo e palazzetti. Non se ne esce. Non c’è solo la salsa o la bachata. Da un po’ di tempo si è aggiunta anche la zumba e la sensualissima kizomba. Insomma se non è una moda latina non la vogliamo. E i ritmi latinoamericani regnano anche quest’anno. Se lo vai a cercare, il tormentone dell’estate lo trovi sempre lì. Tra le pieghe della musica che strizza l’occhio al ballo. Ecco allora che sentiamo alzare il volume su «El mismo sol», cantata da Alvaro Soler. Una miscela esplosiva di ritmi spagnoleggianti e arrangiamenti ammiccanti pensati apposta per chi ha voglia di balli spensierati. Metafora di tanti tormentoni del passato, quelli che per tanti anni hanno funzionato benissimo con il loro legame ai balli di gruppo, dalla macarena alla lambada. E che dire di Enrique Iglesias? Il rampollo di Julio esce allo scoperto allo scoccare di ogni stagione calda. E se l’anno scorso è stata la volta di «Bailando», in questi mesi ha sfornato «El Perdòn» al fianco di Nicky Jam. Ritornelli orecchiabili, ritmi frizzanti e ballabili, motivetti «furbi» capaci di entrare subito in testa: queste le caratteristiche imprescindibili di ogni tormentone che si rispetti. Sicuramente a dare filo da torcere a «El mismo sol» c’è pure Jovanotti che, essendo furbo, ha lavorato a partire dal titolo: «L’estate addosso». Da segnalare anche Clementino, che ha ripreso «Calimba de luna» di Tony Esposito, vincitore del disco per l’estate nell’84. Quindi dopo oltre 30 anni, un tormentone che ritorna. Tra i ritorni non si può non parlare di Giusy Ferreri che tenta una nuova giovinezza accanto a Baby K con cui canta «Roma-Bangkok». Altri italiani in pole position sono J-Ax che scala le classifiche con «Maria Salvador» e Cesare Cremonini con «Buon viaggio». Fino a Lorenzo Fragola che impazza con la sua «#Fuori c’è il sole». Poi c’è la carica dei deejay internazionali che vanno da Major Lazer con «Lean on» a Madcon con «Don’t worry» e Omi con «Cheerleader». Sempre presente anche David Guetta che ospita Nicki Minaj in «Hey Mama» insieme a Bebe Rexha e Afrojack. Senza dimenticare «Want to want me» di Jason Derulo. «Divenuto un vero e proprio fenomeno di costume, il tormentone estivo ha radici lontane nel tempo e nasce in un momento ben preciso della storia d’Italia - spiega Marilisa Merolla, docente di Storia contemporanea e delle Comunicazioni di massa all’Università La Sapienza di Roma - Il genere musicale balneare legato all’intrattenimento si può far risalire alla fine degli anni ’50, quando l’Italia è travolta del miracolo economico. Quando nel nostro Paese irrompe la voglia di divertimento e soprattutto di scrollarsi di dosso un lungo e sofferto dopoguerra». Ma cosa rappresenta la musica leggera in questo contesto? «Sull’onda del boom economico - spiega ancora la Merolla - la villeggiatura diventa un fenomeno di massa, non più solo le classi agiate o la borghesia, ma tutti, anche il proletariato hanno diritto alle due settimane della cosiddetta villeggiatura che ci celebra attraverso i ritmi leggeri dell’ondata americana, l’"american way of life". Nasce quindi un genere musicale balneare, legato a tematiche dell’amore, alla motorizzazione, si raccontano le vacanze ma c’è anche il desiderio di bruciare tutte le tappe, per cui i baci diventano 24mila e c’è un consumo di massa anche dei sentimenti», raccontanti con altrettanti ritmi leggeri. Insomma, tra voglia di divertimento e di leggerezza nel godersi le ferie senza pensare al rientro in città e al lavoro, il tormentone è riuscito a incarnare nel corso degli anni i cambiamenti della nostra società, raccontando chi siamo e chi siamo diventati. Certo, a pensarci viene davvero da chiedersi se oggi siamo diventati una colonia latinoamericana. Anche noi.
Tormentone America Latina
Da Alvaro Soler ai balli di gruppo. La musica parla spagnolo. Tra le canzoni dell’estate «El mismo sol» e «El Perdon»
