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Carbonare pronto a stupire nella cornice di Castel S.Angelo

Domani sera appuntamento con la buona musica del primo clarinetto dell’Orchestra di S. Cecilia

Prosegue col successo degli anni scorsi la rassegna musicale nel Museo di Castel S.Angelo, una location prevista anche dal Polo Museale del Lazio, amatissima dai romani, specie ora che alle bellezze museali si aggiunge la perla dei concerti estivi, curata a dovere da Davide Latella. Domani sera 22 luglio, alle stelle del firmamento se ne aggiunge una in terra, il divino clarinetto di Alessandro Carbonare, primo clarinetto dell’Orchestra di S.Cecilia, che ha collaborato anche con la New York Orchestra e non solo. Carbonare ha tenuto molti e frequenti concerti solistici, ma ama anche la musica da camera: per cui oggi si esibirà in trio con Antonio Bossone e con Monaldo Braconi al pianoforte. Per primo farà il suo ingresso in concerto Beethoven, col “Trio per archi e pianoforte op.11” del 1811, ossia del periodo in cui egli era alle prese con la Settima ed Ottava Sinfonia: in quest’opera armoniosa ed equilibrata egli dà misura, Beethoven dà misura della sua sapienza contrappuntistica. Seguirà di Felix Mendelssohn il “Konzertstuck n.2 in re op.114” del 1833, denso delle melodie mendelsshoniane, indi di Poulenc la “Sonata per clarinetto e fagotto op.32”, che risale al 1922, ossia ad un momento – dopo l’affinamento della tecnica sinfonica - di ritorno del compositore agli interessi cameristici, in cui compose musica per due o tre strumenti insieme, i cui timbri intendeva raffinatamente amalgamare. Il concerto si chiuderà con un’opera giovanile di Michail Ivanovic Glinka, uno del compositori russi più fortemente guadagnati agli interessi per la tradizione musicale del grande popolo russo, per cui fece parte del Gruppo dei Cinque, sostenitori di una netta separazione dal repertorio occidentale, a vantaggio del colorismo e della densità timbrica della musica tradizionale russa. Di Glinka il trio suonerà il “Trio Pathetique in re minore per clarinetto, fagotto e pianoforte” del 1827, un’opera ancora giovanile in cui il compositore è debitore dei grandi maestri del romanticismo europeo, prima cioè che i suoi interessi volgessero al folklore e ai canti tradizionali russi. Paola Pariset Notti d’estate a Castel S.Angelo, lungotevere Castello, ore 21,30.

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