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Renzi forse, Saviano sì Ecco chi "canterà" alla finale di Amici 14

La De Filippi: "È possibile che il premier torni da noi"

Vai a sapere dove sarà domani, tra le grane con i Popolari al Senato e le fibrillazioni post-regionali nel Pd. Ma un contatto tra la De Filippi e Renzi c’è stato di sicuro. Ci ritroveremo un premier alla finale di "Amici 14"? Maria non nega, lascia capire, felpatamente mantiene la porta aperta: «Dovete credermi se vi dico che non lo so, ma è possibile che Renzi torni. La prima volta è stato tre anni fa, quando lo invitammo tra i personaggi che potevano parlare di speranza ai giovani. Di certo, dovesse decidersi per essere dei nostri, non direi di no al presidente del Consiglio. Il suo, in ogni caso, non sarebbe un intervento politico. È che "Amici" è una piattaforma molto appetibile per la capacità di ascolto dei ragazzi». Che a occhio, domani sera, con la diretta anticipata di un giorno per via della Champions, dovrebbero essere 6 milioni e oltre, con un audience più gonfio di quello delle 8 puntate preliminari: una media del 24 per cento di share, un plebiscito del 40 per cento nel target commerciale. Logico che Renzi continui a farci più che un pensiero. Come sia, per la finale tornerà Saviano, che quest’anno ha contribuito all’ulteriore sterzata del talent di Canale 5 verso il filone del progressismo pedagogico. Politici e intellettuali si mettono in fila, mentre i cantanti aristochic, quelli che un tempo storcevano il naso a sentir nominare "Amici", ora vengono in pellegrinaggio negli studi sulla Tiburtina. «Anch’io, fossi stata una cantante di lunga carriera - spiega la De Filippi - avrei coltivato pregiudizi vedendo che con il talent un esordiente ottiene a 18 anni il successo per cui io lavoro da una vita. Ma quegli artisti hanno capito che qui non sforniamo cretini, e che al loro pubblico si aggiunge questo del mio programma». Merito anche dell’ingaggio di un nome credibile a 360 gradi come Elisa nel ruolo della coach («Una scoperta umana», la definisce Maria), di Renga tra i giudici («All’inizio, quando dava il voto alla squadra di Emma, la sua amica Elisa lo guardava storto») o della fumantina Bertè («La più dolce di tutti, l’unica che si alza in piedi dopo l’esibizione dei colleghi»), alla faccia del suo muro contro muro con Briga. Emma invece sta qui da una vita, ma il fair play con il team di Elisa ha disinnescato gli scontri tra fazioni ultrà delle scorse edizioni («Io e lei ci siamo pampottate», dice la bionda pugliese, con un tecnicismo musicale, per definire il feeling musicale con la bruna friulana). Quest’anno, del resto, "Amici" ha fatto un innegabile, ulteriore salto di qualità. E quantità. I numeri dicono che il coreografo e direttore artistico Giuliano Peparini ha fatto preparare 85 "quadri", 350 grafiche e 400 costumi. Maria svela: «Certi signori del Libano sono venuti a dare un’occhiata per comprare le scenografie, abbiamo detto no, e ce le siamo ritrovate nella versione di "X Factor" di Beirut. Mica so’ scemi quelli». C’è poi la questione ospiti: non sempre i divi, soprattutto stranieri, garantiscono una resa all’altezza della loro fama («Harrison Ford si era fatto troppe canne, l’anno scorso», lo fulmina la Sanguinaria), ma ogni star fa storia a sè. Senza dubbio, ha funzionato a meraviglia l’intermezzo comico con Virginia Raffaele ("c’è chiusezza" del personaggio di Giorgiamaura è un cult tra gli adolescenti): la showgirl non si dice preoccupata della querela della criminologa Bruzzone, «perché a giugno e luglio non apro mai la posta, temendo querele e inviti ai matrimoni». Quanto alla gara, con buona pace delle due deliziose ballerine in finale, Klaudia e Virginia, lo scontro al vertice è tra gli attuali primi e secondo della classifica di vendita, i fenomenali Kolors e il rapper ribaldo Briga. Se quest’ultimo può vantare 9 milioni di visualizzazioni per un suo brano su Youtube, e spiega che da bravo appassionato di poesia proverà a «evolvere» il suo linguaggio «perché non c’è nulla di più complicato di un’analisi introspettiva», confidando che «la gente si riconosca nella mia normalità», i Kolors sembrano pronti per il successo internazionale. Hanno già conquistato il disco d’oro, è in arrivo il platino, suoneranno alla Cavea dell’Auditorium il 15 luglio e in America cominciano a mandar loro segnali. Il loro suono, un perfetto bilanciamento tra pop e underground, è destinato a sprovincializzare la scena emergente italiana. Un volo vertiginoso da quando, per guadagnare due soldi, il cantante Stash «spacciava mozzarelle agli impiegati di Milano e dintorni», racconta, o «per 35 euro suonavamo in locali con quattro avventori, prima di andare a studiare l’inglese e la musica giusta nei club di Londra». Agende già fitte per i finalisti, presto per sapere se andranno a Sanremo, magari condotto da Maria insieme a Conti. Della lady se ne è parlato, cripticamente, anche al Premio Regia Tv, ma la De Filippi non scopre le carte: «Non mi aspettavo quella sortita di Brindani e Piombi, ma Leone vuole usare le risorse interne Rai, è giusto così». Vedremo. Dalla Tiburtina, l’Ariston non pare lontanissimo.

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